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  • Mounir El Hamdaoui, il mago di Kralingen

    E' Mounir El Hamdaoui l'uomo da cui la Fiorentina ha deciso di ripartire per ricostruire una squadra vincente. Arrivato in Italia per 'appena' 850 mila euro, potrebbe essere la vera sorpresa del prossimo campionato. Ma scopriamo meglio questo attaccante olandese, naturalizzato marocchino, classe 1984 dal grandissimo talento, accompagnato però da un carattere un po' burrascoso.

    Cresciuto calcisticamente nell'Excelsior, con cui segna una valanga di gol tanto da meritarsi il soprannome di De Tovenaar van Kralingen (Il Mago di Kralinger - un piccolo sobborgo di Rotterdam, ndr) e la successiva

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  • Paulinho e Ralf, i polmoni del Timão

    Chi ha visto, come ha fatto il sottoscritto, mercoledì notte in diretta la finale di ritorno della Copa Libertadores (e le ultime tre-quattro partite della stessa), si sarà reso conto di quale sia stata la reale differenza tra il Corinthians neocampione e il Boca Juniors. I polmoni.

    Altro che classe e qualità, di fronte c'erano due squadre che di mollare il trofeo all'avversaria proprio non ne volevano sapere: e alla fine ha vinto quella che ne aveva di più, dal punto di vista fisico e della fame. Sportiva e non solamente, visto il morso assestato da Emerson, l'autore della doppietta

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  • Osservato speciale: Andres Iniesta

    Qualche giorno fa, alcuni incauti (giornalisti o quelli che si definiscono "addetti ai lavori") hanno pensato bene di criticare il gioco della Spagna, definito "boring", ossia noioso. "Non è più la Spagna di prima, non sono concreti". Bene, a queste parole ha risposto a tono Andrés Iniesta, uno che della concretezza non solo fa il suo punto di forza, ma anche uno stile di vita. "Il calcio è bello perché non tutti lo vedono alla stessa maniera e lo interpretano nello stesso modo - ha detto il manchego - a noi questo modo di giocare ha sempre portato risultati e ci ha fatto vincere titoli". Sì,

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  • Osservato speciale: Bastian Schweinsteiger

    Un fastidio alla caviglia non potrà certo privare Bastian Schweinsteiger della "partita della vita". Perché Germania-Italia, nella testa dei tedeschi, è la prima grande rivincita in attesa della finalissima contro la Spagna e Schweinsteiger, che rappresenta in campo il cuore pulsante della Mannschaft, sa benissimo che la sua presenza sarà fondamentale, psicologicamente ancor più che tecnicamente.

    Schweinsteiger non ha ancora 28 anni eppure ha già partecipato a tre Europei e due Mondiali, accumulando un'esperienza che lo ha trasformato nel leader della Nazionale tedesca accanto al "gemello"

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  • Osservato speciale: Cristiano Ronaldo

    Siete pronti per Cristiano Ronaldo-Spagna? Ma sì, la semifinale degli Europei sarà questo. Un uomo contro una squadra intera. Almeno così è come dipingono la sfida tutti i media, da "Marca" ad "As", passando per "A bola", noi non possiamo che crederci. Cr7 è il Portogallo: ne è il capitano, nè è la stella ed è soprattutto l'unico in grado di trascinare in una squadra zeppa di qualità, come spesso succede nella storia recente della squadra lusitana, ma priva di una punta che sappia tradurre questa qualità in concretezza. Ci pensa lui, come al solito, anche di pressione sembra non avvertirne

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  • Osservato speciale, Steven Gerrard

    Leader silenzioso fuori e dentro il rettangolo di gioco. L'Inghilterra ha recuperato la classe di Rooney, può contare sulla grinta di Terry e sulla velocità delle sue frecce offensive, ma il pericolo numero uno per l'Italia è rappresentato sicuramente dal capitano del Liverpool.

    Gerrard, all'età di 32 anni, è sbarcato in Polonia e Ucraina con l'intento di guidare la Nazionale dei Tre Leoni attraverso l'indifferenza della critica (poco convinta del potenziale inglese dopo l'addio di Capello e l'arrivo di Hodgson) e l'ostracismo della critica. Fin qui nulla da dire, visto che l'Inghilterra si è

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  • Osservato speciale: Franck Ribéry

    Ora o mai più. Franck Ribéry sembra essere maturo, e i cartellini rossi ampiamente evitabili fare ormai parte del passato. L'esterno del Bayern Monaco e della Francia è uno dei migliori calciatori al mondo, ma in quanto a vittorie importanti, la sua bacheca piange ancora miseria: a 29 anni, e con un talento del genere, due titoli in Bundesliga e due Coppe di Germania sono davvero troppo poco.

    Già, la maturità, quella mostrata quest'anno con la maglia del Bayern Monaco. La sua stagione è stata ottima, la migliore da quando nel 2007 si è trasferito in Baviera dall'Olympique Marsiglia per 25

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  • Osservato speciale: Mesut Özil

    Mesut Özil non è solamente il giocatore chiave in vista di Germania-Grecia, ma l'uomo che può regalare il definitivo salto di qualità al gioco della nazionale tedesca di Joachim Löw. Non che Schweinsteiger e compagni abbiano giocato male durante il girone di qualificazione, anche perché i risultati parlano chiaro, ma di certo gli osservatori più attenti avranno notato che alla Mannschaft è mancata la fluidità di gioco che aveva entusiasmato anche il pubblico neutrale ai Mondiali 2010.

    La Germania nelle tre partite disputate finora a Euro 2012 è stata solida ma compassata, forse un po' troppo

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  • Osservato speciale: Petr Jiracek

    In Germania spesso si accorgono con anticipo del talento di calciatori in campionati esteri. E' successo con due giocatori di nazionalità ceca: il primo (di cui abbiamo già parlato) è Pilar, il secondo è Petr Jiracek, entrambi trasferiti dalla rosa del Viktoria Plzen a quella del Wolfsburg. Il centrocampista della nazionale di Bilek, arrivato in Germania nell'ultimo mercato invernale in cambio di cinque milioni di euro, ha approfittato di questa edizione degli Europei per mettersi in mostra, anche se i più attenti avrebbero potuto notarlo ben prima.

    Jiracek, abile negli inserimenti, è stato

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  • Osservato speciale: Wayne Rooney

    Era stato squalificato per tre turni dall'Uefa a seguito dell'espulsione rimediata nel 2-2 nella fase di qualificazione all'Europeo contro il Montenegro. Dopo il ricorso della Football Association le giornate sono diventate due, quelle che l'Inghilterra ha già disputato contro Francia e Svezia. Questo significa che la selezione di Roy Hodgson da stasera avrà nuovamente a disposizione uno dei più forti attaccanti al mondo, un predestinato del Manchester United e della nazionale dei Tre Leoni: Wayne Rooney.

    Sì, un indiscutibile predestinato, un "Wonder Boy" che esordisce alla tenera età di 17

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  • L’Italia contro se stessa e i tabù irlandesi

    L'imperativo è vincere, senza prima affidarsi a lunghi e noiosi calcoli, senza concentrarsi su quella che sarà la sfida tra Spagna e Croazia, senza permettere che a prendere la scena siano i sospetti di combine che, già solo avendo noi manifestato, dimostrano la scarsa fiducia nei mezzi della Nazionale. "Poter pensare solo a vincere ci sta bene, giocare solo per un risultato ti carica" ha detto Balzaretti, una delle probabili novità nelle scelte di Prandelli insieme ad Abate e Di Natale dal primo minuto con De Rossi avanzato. Sì, vincere. Ma l'Italia può farlo?

    Certo i numeri di questo Europeo

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  • Osservato speciale: James McClean

    E' diventato un punto fermo del Sunderland di Martin O'Neill e sicuramente farà lo stesso anche con la nazionale irlandese. Stiamo parlando del 23enne James McClean, promettente ala sinistra che Giovanni Trapattoni ha voluto includere nella spedizione in Polonia e Ucraina. Cresciuto nel Derry City (squadra della sua città natale), si è trasferito nello scorso agosto al Sunderland per una somma pari a 500 mila euro.

    Inizialmente accantonato da Steve Bruce, viene promosso in prima squadra da Martin O'Neill che lo fa esordire spedendolo in campo a partita in corso contro il Blackburn lo scorso

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  • Osservato speciale: l’attacco portoghese

    Sono ormai più di 10 anni che si va avanti con lo stesso tormentone: il Portogallo dal centrocampo in giù è una squadra straordinaria, in grado di competere  con le migliori nazionali del mondo. Ma in attacco?

    Già, dalla cintola in su la squadra lusitana è notevolmente carente. O meglio, ha sempre avuto fantastici giocatori offensivi negli ultimi tempi, basta citare i vari Rui Costa, Figo, Deco, fino ad arrivare ai più recenti Nani e soprattutto Cristiano Ronaldo. Ma il problema della squadra è sempre stato quello della prima punta.

    Il Portogallo nei grandi eventi spesso ha fatto bene,

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  • Osservato speciale: Vaclav Pilar

    E' senz'altro uno dei giocatori destinato a scrivere il proprio nome nel registro delle rivelazioni che stanno manifestando il proprio talento in questi Europei in Polonia e Ucraina. Stiamo parlando dell'ala ceca Vaclav Pilař, ventitreenne centrocampista che dall'Hradec Kralove si è trasferito nella scorsa stagione nel Victoria Plzen e prima dell'Europeo è stato messo sotto contratto dal Wolfsburg. Sette i suoi gol nel campionato ceco in questa stagione, così come erano appena sette le sue presenze con la maglia della propria nazionale quando ha esordito in questa edizione del torneo

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  • Osservato speciale: Mathieu Debuchy

    Fari puntati su Mathieu Debuchy - terzino destro classe 1985 - protagonista di Euro 2012 con la Francia di Laurent Blanc. Una vita nel Lille (dalle giovanili 1993) con 269 presenze - 216 in Ligue1, 15 in Champions League - un campionato e una Coppa di Francia in palmares, Debuchy ha disputato soltanto 6 partite con la Nazionale francese, andando a rete lo scorso mese contro l'Islanda, ma è destinato a un torneo continentale da titolare assoluto, ormai preferito dal commissario tecnico ad Anthony Réveillère.

    RIBALTA EUROPEA, POI IL MERCATO - Nel suo debutto europeo contro l'Inghilterra Debuchy

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  • Osservato speciale: Mario Mandzukic

    Dopo le due reti messe a segno contro l'Irlanda, Mario Mandzukic è la minaccia numero uno per la porta degli azzurri. Il ragazzone di Slavonski Brod sta confermando all'Europeo quanto di positivo mostrato durante la stagione di Bundesliga: 12 gol, di cui uno su rigore, e 10 assist in 32 presenze sono un bottino di tutto rispetto.

    Ma quello che rende ancora meglio la bontà del suo campionato è la fiducia costante - o quasi, visto che in un'occasione il croato si è dovuto accomodare in tribuna per scelta tecnica - che un allenatore volubile e spesso incomprensibile come Felix Magath ha riposto

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  • Osservato speciale: Arjen Robben

    Non si può di certo dire che non conosca l'avversario: Arjen Robben gioca difatti nel Bayern Monaco già da 3 stagioni. Ah è vero, siamo al Campionato Europeo e non in Bundesliga, ma tra la squadra di Löw e quella di Jupp Heynckes le differenze sono davvero poche: il selezionatore tedesco punta forte sul blocco bavarese, e della formazione schierata contro il Portogallo, sette undicesimi si allenano solitamente alla Säbenerstrasse.

    Ma dopo lo scivolone contro la Danimarca, di ben altro aiuto ha bisogno Lambertus "Bert" van Marwijk: i segreti di spogliatoio non gli interessano affatto, i gol

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  • Osservato speciale: Alan Dzagoev

    "Adesso però non esagerate, ho soltanto segnato due gol e sono stato piuttosto fortunato, specie nel primo". A parlare è Alan Dzagoev, trequartista della Russia e prima stellina ad aver brillato in questo Europeo di Polonia e Ucraina. Un giocatore dal talento cristallino che ha permesso agli uomini di Dick Advocaat di stendere la Repubblica Ceca al debutto (4-1) insieme a un ritrovato Andrei Arshavin.

    Bravo e modesto, verrebbe da dire. Ma se le qualità di Dzagoev si riducessero a questi due aggettivi, non saremmo qui a discutere del talento classe 1990 del CSKA Mosca. Oltre a questo c'è di

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  • Osservato speciale: Fernando Torres

    Ora o mai più. Il Niño è diventato uomo e si appresta a vivere il suo terzo Europeo con la maglia della Spagna. Una manifestazione che, molto probabilmente, sancirà in maniera netta e inequivocabile se Fernando Torres è ancora uno degli attaccanti più forti al mondo o la copia sbiadita, triste e misteriosamente decaduta vista con la maglia del Chelsea.

    Mister 50 milioni di sterline non ha più scuse. L'infortunio di Villa gli ha concesso una chance importantissima: una di quelle occasioni che non si possono fallire. Un match-ball da non sprecare. Soprattutto per se stesso. Già, perché l'ex

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