Gyan Asamoah, l'ex dell'Udinese accusato di "acconciatura non etica"

Primo Piano

Secondo quanto riportato dalla BBC, l’attaccante ghanese dell’Al-Ahli, arrivato in prestito dallo Shanghai SIPG, ha dovuto rinunciare alla sua chioma “disegnata” perché considerata “contraria ai valori espressi dall’Islam”. Stessa sorte tocca ad altri 45 giocatori. Pur non essendo il primo caso, il fatto -quasi incredibile- ha suscitato un enorme dibattito, anche negli Emirati Arabi. Ecco la storia

Una vicenda impensabile

Abituati ai tagli “architettonici” di diversi calciatori, la vicenda sembra quasi incredibile. (Foto Instagram)

Un taglio netto

Ma è tutto vero: a Gyan Asamoah, attaccante dell’Al-Alhi, importante squadra degli Emirati Arabi, è stato imposto di rinunciare al suo taglio di capelli. (Foto Instagram)

I primi ad averne parlato

Lo riporta la BBC, che per prima ha portato il caso alla ribalta internazionale. (Foto Instagram)

Il passato in serie A

Il giocatore, transitato in Italia tra le fila di Modena e Udinese, è stato ritenuto colpevole dalla UAEFA – la United Arab Emirates Football Association. (Foto Instagram)

La contestazione

L’accusa? Portare un taglio di capelli “non etico” secondo l’interpretazione dell’Islam presente in quel Paese. (Foto Instagram)

Non è il solo

Gyan è in buona compagnia: la stessa sorte è toccata ad altri 45 giocatori. (Foto Instagram)

L’indicazione

Agli atleti è stato imposto di evitare le creste e i disegni troppo estrosi. (Foto Instagram)

Il monito

L’imposizione è stata comunicata attraverso una lettera di avvertimento. (Foto Instagram)

L’episodio

L’attaccante, giunto in prestito dallo Shanghai SIPG, aveva sfoderato, durante la Coppa D’Africa, una rasatura su entrambi i lati, raffigurante il numero “3”. (Foto Instagram)

L’altra Dubai

Una scelta poco opportuna, secondo le autorità calcistiche del piccolo stato del Golfo. (Foto Instagram)

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