Insulti razzisti a baby calciatore, compagni in campo con volto dipinto

Un segno nero disegnato sul volto per dire no al razzismo. E’ stata questa l’iniziativa della Murri Calcio, società di Bologna, in risposta agli insulti razzisti ricevuti da un proprio baby tesserato.

Dai piccolini dei primi calci, di 7 e 8 anni, fino ai grandi della Terza Categoria, secondo quanto raccontato dal Resto del Carlino sono stati circa 190 i tesserati ad aderire all’iniziativa del club nei match disputati nel fine settimana.

“Abbiamo deciso di attuarla proprio questa settimana, dopo che uno dei nostri tesserati, un bimbo di appena 8 anni, è stato insultato con parole razziste da un avversario della stessa età”, ha raccontato il presidente della società sportiva dilettantistica, Roberto Minganti.

Il presidente, sul caso di razzismo, ha poi dichiarato: “Non abbiamo voluto alzare un polverone, perché la questione ha riguardato due bambini. Sicuramente quel bambino le parole che ha riferito al nostro ragazzino non se le è inventate, le ha sentite dagli adulti. E non deve essere così. Il calcio è un gioco, deve essere integrazione e socialità. Così almeno lo vediamo noi della Murri Calcio”.

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L’iniziativa, sposata anche dai “grandi” della Terza Categoria, arriva dopo il secondo episodio di razzismo che vede coinvolti giocatori della Murri. Minganti ha infatti ricordato: “Già lo scorso anno a un nostro giocatore di colore della prima squadra erano stati rivolti insulti razzisti molto pesanti. Anche in quella circostanza avevamo parlato direttamente con i responsabili della squadra avversaria perché certi episodi non si ripetessero più. L’altro giorno però, quando la vittima di determinate parole è stato un bambino, abbiamo deciso di fare qualcosa per dire basta”.

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Il piccolo, secondo quanto riferito, dopo gli insulti era triste e quasi rassegnato, “sembrava quasi abituato a ricevere insulti razzisti” ha sottolineato il presidente. Poi Minganti, facendo riferimento all’episodio che la scorsa settimana ha visto protagonista una mamma sugli spalti della Brianza in una sfida dell’Aurora Desio, ha svelato: “Ecco, se da noi un genitore si permette di insultare un bambino o un ragazzo di un’altra squadra l’invitiamo con educazione alla porta, espellendo il figlio dalla squadra, anche se ha i piedi d’oro. Noi giochiamo a calcio per vincere e per divertirci: non c’è spazio per l’odio”.

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La società bolognese ha deciso di mandare in campo i propri 190 tesserati con un segno nero sul volto dopo che un baby calciatore era stato offeso nel corso di un match da un pari età.
La risposta della Murri Calcio agli insulti razzisti
La società bolognese ha deciso di mandare in campo i propri 190 tesserati con un segno nero sul volto dopo che un baby calciatore era stato offeso nel corso di un match da un pari età.
La società bolognese ha deciso di mandare in campo i propri 190 tesserati con un segno nero sul volto dopo che un baby calciatore era stato offeso nel corso di un match da un pari età.
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La società bolognese ha deciso di mandare in campo i propri 190 tesserati con un segno nero sul volto dopo che un baby calciatore era stato offeso nel corso di un match da un pari età.
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La risposta della Murri Calcio agli insulti razzisti
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La società bolognese ha deciso di mandare in campo i propri 190 tesserati con un segno nero sul volto dopo che un baby calciatore era stato offeso nel corso di un match da un pari età.
La risposta della Murri Calcio agli insulti razzisti
La società bolognese ha deciso di mandare in campo i propri 190 tesserati con un segno nero sul volto dopo che un baby calciatore era stato offeso nel corso di un match da un pari età.
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