Inter da record: dal 1982 è sempre in finale mondiale

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Con la vittoria ai danni dell’Inghilterra della Croazia di Ivan Perisic e Marcelo Brozovic l’Inter si ritrova a tifare due suoi calciatori nella finale dei Mondiali a cui non ha preso parte l’Italia. E i nerazzurri si ritrovano a condividere un pazzesco primato con il Bayern Monaco: dieci Mondiali di fila con almeno un giocatore all’atto conclusivo. Ecco chi sono stati i nerazzurri eroi del Mondiale da 36 anni a questa parte.

<p>Dal 1982 in poi ogni finale di ogni Mondiale ha sempre avuto almeno un giocatore dell’Inter in campo. Una tradizione incredibile che sarà portata avanti anche nel 2018 per la decima volta di fila. (foto: Twitter) </p>
Interisti in finale

Dal 1982 in poi ogni finale di ogni Mondiale ha sempre avuto almeno un giocatore dell’Inter in campo. Una tradizione incredibile che sarà portata avanti anche nel 2018 per la decima volta di fila. (foto: Twitter)

<p>Marcelo Brozovic e Ivan Perisic hanno infatti conquistato la storica, prima finale della storia della Croazia e contenderanno la Coppa del Mondo alla temibile Francia di Kylian Mbappé. (foto: Twitter) </p>
Gli ultimi iscritti al club

Marcelo Brozovic e Ivan Perisic hanno infatti conquistato la storica, prima finale della storia della Croazia e contenderanno la Coppa del Mondo alla temibile Francia di Kylian Mbappé. (foto: Twitter)

<p>La tradizione iniziò, come detto, nel 1982. Anno trionfale per l’Italia, che in campo contro la Germania Ovest mandò anche il diciottenne futuro “Zio” (qui con l’ancora non nerazzurro Karl-Heinz Rummenigge). (foto: Twitter) </p>
Giuseppe Bergomi (Italia 1982)

La tradizione iniziò, come detto, nel 1982. Anno trionfale per l’Italia, che in campo contro la Germania Ovest mandò anche il diciottenne futuro “Zio” (qui con l’ancora non nerazzurro Karl-Heinz Rummenigge). (foto: Twitter)

<p>Campione del mondo e finalista al Santiago Bernabeu anche il “mediano” per antonomasia, quello che secondo Luciano Ligabue si sobbarca “anni di fatiche e botte e vinci casomai i Mondiali”. (foto: Twitter) </p>
Gabriele Oriali (Italia 1982)

Campione del mondo e finalista al Santiago Bernabeu anche il “mediano” per antonomasia, quello che secondo Luciano Ligabue si sobbarca “anni di fatiche e botte e vinci casomai i Mondiali”. (foto: Twitter)

<p>Non in campo dal calcio d’inizio, bensì dal settimo minuto, il popolare “Spillo” sostituì l’infortunato Ciccio Graziani andando anche a segnare il terzo gol azzurro dopo quelli di Paolo Rossi e di Tardelli (in seguito Breitner segnò la rete della bandiera). (foto: Twitter) </p>
Alessandro Altobelli (Italia 1982)

Non in campo dal calcio d’inizio, bensì dal settimo minuto, il popolare “Spillo” sostituì l’infortunato Ciccio Graziani andando anche a segnare il terzo gol azzurro dopo quelli di Paolo Rossi e di Tardelli (in seguito Breitner segnò la rete della bandiera). (foto: Twitter)

<p>Ancora Kalle, ancora in finale, stavolta in Messico e contro l’Argentina. Avvenne quattro anni dopo e l’ormai attaccante dell’Inter andò anche in rete. Ma per la Germania fu ancora sconfitta. (foto: Twitter) </p>
Karl-Heinz Rummenigge (Germania Ovest 1986)

Ancora Kalle, ancora in finale, stavolta in Messico e contro l’Argentina. Avvenne quattro anni dopo e l’ormai attaccante dell’Inter andò anche in rete. Ma per la Germania fu ancora sconfitta. (foto: Twitter)

<p>I tedeschi si rifecero a Italia ’90, nel mondiale giunto nell’anno successivo alla caduta del Muro di Berlino (si qualificarono comunque come Germania Ovest). Era anche l’anno del trio teutonico dell’Inter, con in campo anche il centravanti amorevolmente soprannominato la “pantegana bionda”. (foto: Twitter) </p>
Jurgen Klinsmann (Germania Ovest 1990)

I tedeschi si rifecero a Italia ’90, nel mondiale giunto nell’anno successivo alla caduta del Muro di Berlino (si qualificarono comunque come Germania Ovest). Era anche l’anno del trio teutonico dell’Inter, con in campo anche il centravanti amorevolmente soprannominato la “pantegana bionda”. (foto: Twitter)

<p>L’amatissimo terzino sinistro dell’Inter dei record non solo era in campo a Roma, ma decise la finale contro l’Argentina di Maradona segnando il decisivo rigore nei tempi supplementari. (foto: Twitter) </p>
Andreas Brehme (Germania Ovest 1990)

L’amatissimo terzino sinistro dell’Inter dei record non solo era in campo a Roma, ma decise la finale contro l’Argentina di Maradona segnando il decisivo rigore nei tempi supplementari. (foto: Twitter)

<p>Capitano di quella fenomenale nazionale era Lothar Matthaeus, che a fine anno sarebbe anche diventato il primo calciatore della storia del Biscione a vincere il Pallone d’Oro. (foto: Twitter) </p>
Lothar Matthaeus (Germania Ovest 1990)

Capitano di quella fenomenale nazionale era Lothar Matthaeus, che a fine anno sarebbe anche diventato il primo calciatore della storia del Biscione a vincere il Pallone d’Oro. (foto: Twitter)

<p>Arrigo Sacchi negli Stati Uniti puntò soprattutto sui blocchi di Milan, Parma e Lazio nelle sue convocazioni. Ma contro il Brasile si affidò all’inesauribile motorino rappresentato dal centrocampista nerazzurro, unico rappresentante in quella Nazionale di un’Inter fresca di vittoria della Coppa Uefa ma reduce da una rocambolesca salvezza. (foto: Twitter) </p>
Nicola Berti (Italia 1994)

Arrigo Sacchi negli Stati Uniti puntò soprattutto sui blocchi di Milan, Parma e Lazio nelle sue convocazioni. Ma contro il Brasile si affidò all’inesauribile motorino rappresentato dal centrocampista nerazzurro, unico rappresentante in quella Nazionale di un’Inter fresca di vittoria della Coppa Uefa ma reduce da una rocambolesca salvezza. (foto: Twitter)

<p>Il fenomenale attaccante di origine armena, nei cuori di tutti i tifosi della Beneamata per un’indimenticabile rovesciata contro la Roma, fu protagonista in campo a Saint-Denis a fianco dello stesso Zinedine Zidane a cui aveva conteso lo scudetto per tutta la stagione 1997-’98. (foto: Twitter) </p>
Youri Djorkaeff (Francia 1998)

Il fenomenale attaccante di origine armena, nei cuori di tutti i tifosi della Beneamata per un’indimenticabile rovesciata contro la Roma, fu protagonista in campo a Saint-Denis a fianco dello stesso Zinedine Zidane a cui aveva conteso lo scudetto per tutta la stagione 1997-’98. (foto: Twitter)

<p>Grande sconfitto della finale parigina fu il Fenomeno Ronaldo, reduce da un Mondiale sensazionale ma presentatosi al match decisivo della competizione dopo una notte terribile e su cui resistono molte ombre. Fu il giorno più buio della sua carriera fino a quel momento. (foto: Twitter) </p>
Ronaldo (Brasile 1998)

Grande sconfitto della finale parigina fu il Fenomeno Ronaldo, reduce da un Mondiale sensazionale ma presentatosi al match decisivo della competizione dopo una notte terribile e su cui resistono molte ombre. Fu il giorno più buio della sua carriera fino a quel momento. (foto: Twitter)

<p>Per Ronaldo la rivincita arrivò quattro anni dopo, con la finale contro la Germania decisa personalmente con una doppietta. Era l’anno del 5 maggio e di lì a poco il Fenomeno avrebbe lasciato Milano per il Real Madrid, a causa di un rapporto ormai logoro con l’allenatore Hector Cuper. (foto: Twitter) </p>
Ronaldo (Brasile 2002)

Per Ronaldo la rivincita arrivò quattro anni dopo, con la finale contro la Germania decisa personalmente con una doppietta. Era l’anno del 5 maggio e di lì a poco il Fenomeno avrebbe lasciato Milano per il Real Madrid, a causa di un rapporto ormai logoro con l’allenatore Hector Cuper. (foto: Twitter)

<p>Unico interista nell’Italia di Lippi, il numero 23 nerazzurro divenne fondamentale dopo l’infortunio di Alessandro Nesta. La finale fu la “sua” partita: un rigore provocato, la rete del pareggio, la provocazione a Zidane con tanto di testata subita, il rigore segnato nella lotteria finale. (foto: Twitter) </p>
Marco Materazzi (Italia 2006)

Unico interista nell’Italia di Lippi, il numero 23 nerazzurro divenne fondamentale dopo l’infortunio di Alessandro Nesta. La finale fu la “sua” partita: un rigore provocato, la rete del pareggio, la provocazione a Zidane con tanto di testata subita, il rigore segnato nella lotteria finale. (foto: Twitter)

<p>Dopo aver conquistato il Triplete con la squadra guidata da José Mourinho, il numero 10 Oranje volò fino alla finale in Sudafrica dopo aver eliminato nientemeno che il Brasile con una doppietta. La corsa alla Coppa del Mondo (e al Pallone d’Oro) fu stroncata in finale dalla Spagna e da Andres Iniesta. (foto: Twitter) </p>
Wesley Sneijder (Olanda 2010)

Dopo aver conquistato il Triplete con la squadra guidata da José Mourinho, il numero 10 Oranje volò fino alla finale in Sudafrica dopo aver eliminato nientemeno che il Brasile con una doppietta. La corsa alla Coppa del Mondo (e al Pallone d’Oro) fu stroncata in finale dalla Spagna e da Andres Iniesta. (foto: Twitter)

<p>Chiude questa particolare rassegna El Trenza, subentrato a Gonzalo Higuain a 10 minuti dall’inizio dei supplementari. Poi arrivò la rete di Mario Goetze, che regalò la coppa alla Germania. (foto: Twitter) </p>
Rodrigo Palacio (Argentina 2014)

Chiude questa particolare rassegna El Trenza, subentrato a Gonzalo Higuain a 10 minuti dall’inizio dei supplementari. Poi arrivò la rete di Mario Goetze, che regalò la coppa alla Germania. (foto: Twitter)

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