Istat: ci si sposa di più, ma sempre più tardi

Chi l'ha detto che in Italia non ci si sposa più? Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2018 sono stati celebrati in Italia 195.778 matrimoni, circa 4.500 in più rispetto all’anno precedente (+2,3%). Sebbene siano cresciute le libere unioni (coppie di fatto che non si sono unite in matrimonio) e si sia protratta la permanenza dei giovani in casa insieme ai genitori a causa dell'incertezza economica dovuta alla precarietà lavorativa, i matrimoni hanno avuto una tendenza positiva.

Gli italiani si sposano sempre più tardi. I neo sposi uomini hanno in media 33,7 anni e le donne 31,5 (rispettivamente 1,6 e 2,1 anni in più rispetto al 2008).
Sposi sempre più grandi
Gli italiani si sposano sempre più tardi. I neo sposi uomini hanno in media 33,7 anni e le donne 31,5 (rispettivamente 1,6 e 2,1 anni in più rispetto al 2008).
Aumentano i matrimoni di sposini over 65, che sono raddoppiati rispetto a 10 anni fa.
Sempre più "sì" arrivano dagli over 65
Aumentano i matrimoni di sposini over 65, che sono raddoppiati rispetto a 10 anni fa.
Gli sposi in seconde nozze o successive rimangono stabili rispetto al 2017, dopo una fase di crescita registrata negli ultimi anni dovuta al "divorzio breve". La quota di matrimoni in cui almeno uno sposo è stato già unito in prime nozze è più alta al Centro e al Nord. Le prime tre regioni con percentuali più alte sono Valle d'Aosta, Liguria e Friuli-Venezia Giulia. Le incidenze più basse si rilevano, invece, in Basilicata, Calabria e Campania.
Le seconde nozze rimangono invariate
Gli sposi in seconde nozze o successive rimangono stabili rispetto al 2017, dopo una fase di crescita registrata negli ultimi anni dovuta al "divorzio breve". La quota di matrimoni in cui almeno uno sposo è stato già unito in prime nozze è più alta al Centro e al Nord. Le prime tre regioni con percentuali più alte sono Valle d'Aosta, Liguria e Friuli-Venezia Giulia. Le incidenze più basse si rilevano, invece, in Basilicata, Calabria e Campania.
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Nel 2018 sono state celebrate 33.933 nozze con almeno uno sposo straniero, il 17,3% del totale dei matrimoni, una proporzione in leggero aumento rispetto all’anno precedente. Al Centro-Nord quasi un quarto dei matrimoni ha almeno uno sposo straniero: in cima c'è Bolzano, seguito dalla Toscana e dall'Umbria. Considerando i matrimoni di sposi entrambi stranieri in cui almeno uno è residente in Italia, quelli più diffusi sono tra rumeni (1.521 matrimoni nel 2018), seguono quelli tra nigeriani (559 nozze) e ucraini (408 matrimoni).
In lieve aumento i matrimoni misti
Nel 2018 sono state celebrate 33.933 nozze con almeno uno sposo straniero, il 17,3% del totale dei matrimoni, una proporzione in leggero aumento rispetto all’anno precedente. Al Centro-Nord quasi un quarto dei matrimoni ha almeno uno sposo straniero: in cima c'è Bolzano, seguito dalla Toscana e dall'Umbria. Considerando i matrimoni di sposi entrambi stranieri in cui almeno uno è residente in Italia, quelli più diffusi sono tra rumeni (1.521 matrimoni nel 2018), seguono quelli tra nigeriani (559 nozze) e ucraini (408 matrimoni).
In crescita le nozze celebrate con il rito civile, passate dal 2,3% del 1970, al 36,7% del 2008 fino al 50,1% del 2018 (98.182 matrimoni, circa 8 mila in più rispetto al 2008). Al Nord la quota è del 63,9% mentre al Sud è meno della metà (30,4%). Sono celebrate prevalentemente con rito civile le seconde nozze e successive (94,6%) e i matrimoni con almeno uno sposo straniero (89,5%).
La metà dei matrimoni è celebrata con rito civile
In crescita le nozze celebrate con il rito civile, passate dal 2,3% del 1970, al 36,7% del 2008 fino al 50,1% del 2018 (98.182 matrimoni, circa 8 mila in più rispetto al 2008). Al Nord la quota è del 63,9% mentre al Sud è meno della metà (30,4%). Sono celebrate prevalentemente con rito civile le seconde nozze e successive (94,6%) e i matrimoni con almeno uno sposo straniero (89,5%).
Nel 2018 sono state costituite 2.808 unioni civili (tra coppie dello stesso sesso), con una maggioranza nelle coppie composte da due uomini (1.802 unioni, il 64,2% del totale). Il 37,2% delle unioni civili è stato costituito nel Nord-ovest, seguito dal Centro (27,2%). In testa c'è la Lombardia con il 25%, a seguire Lazio (15,1%), Emilia-Romagna (10,0%) e Toscana (9,4%). Le unioni civili sono più diffuse nelle grandi città: in cima si trovano Roma (290 unioni, 10,3%) e Milano (257 unioni, 9,2%).
Unioni civili: più a Nord e nelle metropoli
Nel 2018 sono state costituite 2.808 unioni civili (tra coppie dello stesso sesso), con una maggioranza nelle coppie composte da due uomini (1.802 unioni, il 64,2% del totale). Il 37,2% delle unioni civili è stato costituito nel Nord-ovest, seguito dal Centro (27,2%). In testa c'è la Lombardia con il 25%, a seguire Lazio (15,1%), Emilia-Romagna (10,0%) e Toscana (9,4%). Le unioni civili sono più diffuse nelle grandi città: in cima si trovano Roma (290 unioni, 10,3%) e Milano (257 unioni, 9,2%).

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