Joshua vince, e l’Italia riscopre la passione per la boxe

Il match di Wembley tra Anthony Joshua e Wladimir Klitschko, valevole per il titolo mondiale dei pesi massimi, sembra aver segnato un punto di svolta del pugilato mondiale. Erano anni, infatti, che l’entusiasmo per la nobile arte non toccava vette come quelle di sabato allo stadio di Londra, dove la qualità pugilistica e le emozioni regalate da Joshua e Klitschko hanno avuto la meglio dei tanti problemi della boxe. (Credits – Getty Images)

Joshua vince, e l’Italia riscopre la passione per la boxe

Ibf, Wbc, Wba, Wbo e chi più ne ha più ne metta. Negli ultimi 20 anni la moltiplicazione delle sigle pugilistiche e un livello qualitativo al ribasso hanno allontanato il grande pubblico dalla boxe, rendendo la nobile arte uno sport sempre più di nicchia.

Joshua vince, e l’Italia riscopre la passione per la boxe

Qualcosa che si è visto tantissimo anche in Italia, dove anche l’assenza di campioni professionistici fa sì che il pugilato torni di moda solo in occasione delle Olimpiadi, dove però sono i giudici a rendere la boxe qualcosa all’apparenza sporca e finta.

Joshua vince, e l’Italia riscopre la passione per la boxe

La battaglia vista a Wembley, invece, ha fatto riscoprire agli appassionati il piacere di un match combattuto colpo su colpo, dove Joshua e Klitschko hanno mostrato doti che non si vedevano sul ring probabilmente da almeno 20 anni.

Joshua vince, e l’Italia riscopre la passione per la boxe

Non più eventi spettacolari fuori dal ring, ma che poi deludevano quando si parlava di sport, con personaggi forse mediatici, ma sicuramente poco attraenti per chi di nobile arte ne capisce. Soprattutto nei pesi massimi, dove di incontri di valore non se ne ricordavano da tempo.

Joshua vince, e l’Italia riscopre la passione per la boxe

Ora, dunque, la vittoria di Anthony Joshua ha riportato entusiasmo e attenzione attorno a uno sport in pericoloso declino. A livello mondiale, ma anche italiano, con i maggiori giornali che, dopo anni, hanno ridato spazio a un match che promette già di entrare nella storia.

Joshua vince, e l’Italia riscopre la passione per la boxe

Dopo 19 vittorie per ko su 19 incontro, Joshua è oggi globalmente considerato “IL” campione del mondo dei pesi massimi, e poco conta che esistano ancora una serie infinita di sigle che pretendono di dare il titolo a personaggi variegati e ben poco campioni. E, dunque, ora si guarda al futuro e il futuro si chiama Anthony Joshua.

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I britannico AJ, infatti, ora è campione del mondo delle sigle IBF, WBA e IBO dei pesi massimi. E sono tanti i pretendenti che vogliono sfidare il campione olimpico di Londra 2012 di origini nigeriane. Eccoli.

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Il primo è lo stesso Klitschko, il cui contratto aveva una clausola da poter esercitare per pretendere di essere il primo sfidante in caso di vittoria di Joshua. I dubbi riguardano l’età – il pugile ucraino ha 41 anni – e la lezione subita a Wembley. Vorrà Wladimir incrociare di nuovo i guantoni con AJ, o lascerà perdere?

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La seconda alternativa si chiama Deontay Wilder, il detentore del titolo WBO. Insomma, un’altra cintura da mettersi in vita per Joshua, contro un avversario potente, anche se tecnicamente non alla sua altezza. Ma, da questo punto di vista, ci sono poche alternative.

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Infine, se si escludono difese minori – più facili ma economicamente poco allettanti – l’ultimo nome è quello dell’altro inglese, Tyson Fury, anche lui capace di fermare Klitschko. Ma anni fa, prima che gli eccessi lo mettessero all’angolo. Ma, sicuramente, un derby britannico riempirebbe Wembley e spopolerebbe sulla Pay per view.

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