La Force India cambia nome, ecco le altre scuderie storiche di F1 che non esistono più

La scuderia Force India, nata con capitali indiani nel 2008 dalle ceneri della Spyker, era una presenza consolidata in Formula 1. Tuttavia, anche a causa dei guai finanziari del suo maggior investitore Vijay Mallya, la squadra con base a Silverstone ha sempre avuto problemi a finire e iniziare le stagioni. Tanti debiti accumulati fino al 2018, quando il suo pilota Sergio Perez ha costretto i vertici ad accettare l’amministrazione controllata.

Dopo la vendita del team a un consorzio di investitori guidati dall’imprenditore canadese Lawrence Stroll, papà del pilota Williams Lance Stroll, la scuderia ha immediatamente cambiato nome per concludere la stagione, diventando Racing Point Force India. A causa del cambiamento, la squadra ha perso tutti i punti nel campionato costruttori e ripartirà da zero dal Gran Premio di Spa, in Belgio.

Questo mette fine all’avventura nella massima serie dell’automobilismo del team Force India, capace negli anni di costruirsi una solida reputazione, arrivando spesso sul podio e conquistando nel 2017 un incredibile 4° posto finale nella classifica costruttori. La fine del sogno indiano trova un destino comune a quello di tanti altri team storici che non sono più in F1, come Benetton, Lotus, Brabham, Ligier, Minardi e via discorrendo.

Tra i grandi team con più di 10 anni di storia, attualmente resistono Ferrari, McLaren, Williams, Red Bull, Toro Rosso, Sauber – oltre a Mercedes e Renault che nel corso della storia della F1 sono usciti e entrati spesso dalla competizione, rimanendo magari come motoristi anziché avere un team. Ecco i grandi team della storia della Formula 1 che oggi non sono più in pista

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