La Top 11 dei migliori giocatori del girone d'andata di Serie A

Il campionato italiano tocca il giro di boa, con 189 partite disputate. Manca solo Lazio-Verona per poter parlare di metà esatta, ma tra Supercoppa invernale e impegni vari non è stato possibile trovare una data antecedente al 5 febbraio. Poco cambia, perché il rendimento delle due squadre e dei loro protagonisti resta di tutto rispetto, per quello che sarà un vero scontro diretto tra rivelazioni. E la squadra di Inzaghi è presente in forze nella formazione ideale del girone d'andata che ha...

<p class="block block--p block--align-left">Solo cinque <em class="inline inline--italic">clean sheet</em> nel girone d'andata non fanno giustizia a colui che è stato per distacco il miglior estremo difensore della prima parte del campionato.</p> <br><p class="block block--p block--align-left">Suoi almeno 5-6 dei 27 punti con cui il Toro ha toccato il giro di boa. <strong class="inline inline--bold">Reattività</strong>, <strong class="inline inline--bold">riflessi</strong>, senso della posizione e intuito sui rigori le qualità principali che ne fanno un vero rivale per <strong class="inline inline--bold">Gigio Donnarumma</strong>...</p>
Salvatore Sirigu (Torino)

Solo cinque clean sheet nel girone d'andata non fanno giustizia a colui che è stato per distacco il miglior estremo difensore della prima parte del campionato.


Suoi almeno 5-6 dei 27 punti con cui il Toro ha toccato il giro di boa. Reattività, riflessi, senso della posizione e intuito sui rigori le qualità principali che ne fanno un vero rivale per Gigio Donnarumma...

<p class="block block--p block--align-left">Il solito <strong class="inline inline--bold">highlander </strong>in campionato, con 18 partite (la Lazio ha una gara in meno) giocate dall'inizio alla fine con appena venti minuti persi, gli ultimi della gara inaugurale contro la Sampdoria. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">E oltre a tutto questo c'è un gol, anzi due: spettacolare quello al <strong class="inline inline--bold">Torino</strong>, per le statistiche quello realizzato nell'amichevole della <strong class="inline inline--bold">Nazionale</strong>. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Questo è Francesco Acerbi, sempre più leader della retroguardia di una Lazio rivelazione, le cui meraviglie partono proprio dal reparto arretrato, ma anche in rampa di lancio in chiave Nazionale come prima alternativa a Giorgio Chiellini.</p>
Francesco Acerbi (Lazio)

Il solito highlander in campionato, con 18 partite (la Lazio ha una gara in meno) giocate dall'inizio alla fine con appena venti minuti persi, gli ultimi della gara inaugurale contro la Sampdoria.


E oltre a tutto questo c'è un gol, anzi due: spettacolare quello al Torino, per le statistiche quello realizzato nell'amichevole della Nazionale.


Questo è Francesco Acerbi, sempre più leader della retroguardia di una Lazio rivelazione, le cui meraviglie partono proprio dal reparto arretrato, ma anche in rampa di lancio in chiave Nazionale come prima alternativa a Giorgio Chiellini.

<p class="block block--p block--align-left">L'unica, vera nota positiva dell'anonimo girone d'andata dei rossoneri. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Accompagnato da tanto scetticismo al proprio arrivo, l'ex Real Madrid ha bruciato la concorrenza di un Ricardo Rodriguez in flessione e svelandosi come un esterno forte e moderno, resistente alla fatica e ancora in possesso di <strong class="inline inline--bold">potenza</strong>, pure <strong class="inline inline--bold">senso del gol</strong>, oltre ovviamente alla capacità di inserirsi e al coraggio mixato con qualità tecniche per provare ad andare al tiro. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Addirittura quattro le reti nel girone d'andata, tre delle quali devisive contro Genoa, Parma e Bologna. Poi, approdo in Italia...</p>
Theo Hernandez (Milan)

L'unica, vera nota positiva dell'anonimo girone d'andata dei rossoneri.


Accompagnato da tanto scetticismo al proprio arrivo, l'ex Real Madrid ha bruciato la concorrenza di un Ricardo Rodriguez in flessione e svelandosi come un esterno forte e moderno, resistente alla fatica e ancora in possesso di potenza, pure senso del gol, oltre ovviamente alla capacità di inserirsi e al coraggio mixato con qualità tecniche per provare ad andare al tiro.


Addirittura quattro le reti nel girone d'andata, tre delle quali devisive contro Genoa, Parma e Bologna. Poi, approdo in Italia...

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<p class="block block--p block--align-left">Lasciato "solo" da Giorgio Chiellini e in extremis da Merih Demiral, il capitano bianconero se l'è cavata bene, mettendo definitivamente all'angolo le osservazioni di chi lo ha sempre visto come il numero due di una coppia di centrali, guidato, se non trascinato, dal rendimento del <strong class="inline inline--bold">compagno di reparto</strong>.</p> <br><p class="block block--p block--align-left">Nient'affatto, perché il 19 bianconero ha sbagliato pochi interventi in tutto il girone. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Un lavoro ben fatto, che ha costretto <strong class="inline inline--bold">Sarri </strong>a rivedere i piani da turnover nelle prime partite dell'anno, ma non il proprio credo calcistico: la retroguardia viene infatti chiesta una rete di passaggi più che il classico lancio lungo, ma Leo si è trovato comunque bene. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Anche se con un numero di clean sheets inferiore alle possibilità dei singoli interpreti del reparto, la prima parte di campionato ha emesso il proprio verdetto trasformando il "reduce" in un'architrave..</p>
Leonardo Bonucci (Juventus)

Lasciato "solo" da Giorgio Chiellini e in extremis da Merih Demiral, il capitano bianconero se l'è cavata bene, mettendo definitivamente all'angolo le osservazioni di chi lo ha sempre visto come il numero due di una coppia di centrali, guidato, se non trascinato, dal rendimento del compagno di reparto.


Nient'affatto, perché il 19 bianconero ha sbagliato pochi interventi in tutto il girone.


Un lavoro ben fatto, che ha costretto Sarri a rivedere i piani da turnover nelle prime partite dell'anno, ma non il proprio credo calcistico: la retroguardia viene infatti chiesta una rete di passaggi più che il classico lancio lungo, ma Leo si è trovato comunque bene.


Anche se con un numero di clean sheets inferiore alle possibilità dei singoli interpreti del reparto, la prima parte di campionato ha emesso il proprio verdetto trasformando il "reduce" in un'architrave..

<p class="block block--p block--align-left">Il riscatto c'è stato, ora occorre capire se ci sarà... quello dall'Inter. Il Ninja è tornato, purtroppo dopo aver fallito l'esperienza in nerazzurro e quindi per osmosi la prova del nove in una grande squadra costruita per vincere. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Ergo, alle soglie dei 30 anni il belga deve aver trovato un <strong class="inline inline--bold">equilibrio </strong>interiore, favorito tristemente anche dal dramma familiare che sta vivendo, in un ambiente più a misura d'uomo. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Fatto sta, un girone su grandi livelli dal punto di vista tecnico, agonistico e anche della <strong class="inline inline--bold">personalità</strong>, non facendo registrare comportamenti non in linea con il codice di comportamento del club.</p> <br><p class="block block--p block--align-left">Non è certo vecchio, ma è l'idolo della generazione dei tifosi rossoblù che ogni giorno si specchiano nella sua forza e nelle sue qualità tecniche</p>
Radja Nainggolan (Cagliari)

Il riscatto c'è stato, ora occorre capire se ci sarà... quello dall'Inter. Il Ninja è tornato, purtroppo dopo aver fallito l'esperienza in nerazzurro e quindi per osmosi la prova del nove in una grande squadra costruita per vincere.


Ergo, alle soglie dei 30 anni il belga deve aver trovato un equilibrio interiore, favorito tristemente anche dal dramma familiare che sta vivendo, in un ambiente più a misura d'uomo.


Fatto sta, un girone su grandi livelli dal punto di vista tecnico, agonistico e anche della personalità, non facendo registrare comportamenti non in linea con il codice di comportamento del club.


Non è certo vecchio, ma è l'idolo della generazione dei tifosi rossoblù che ogni giorno si specchiano nella sua forza e nelle sue qualità tecniche

<p class="block block--p block--align-left">Di lui si è già detto tutto, prima o dopo il trasferimento alla <strong class="inline inline--bold">Juventus </strong>durante il mercato di gennaio. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Dalla <strong class="inline inline--bold">professionalità </strong>che lo ha portato a decidere di restare al <strong class="inline inline--bold">Parma </strong>nonostante sostenere visite mediche, firma, varie ed eventuali con uno dei club più prestigiosi al mondo, e poi tornare in provincia, senza neppure provare a forzare la mano, ebbene tutto questo è davvero per persone vere. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Il resto lo sta dicendo il campo attraverso quel mix di caratteristiche che ne fanno un <strong class="inline inline--bold">centrocampista moderno </strong>destinato a una grande carriera: multiruolo, potente, se non a volte addirittura trascinante, tecnico e anche discretamente freddo davanti al portiere avversario. Chiaro che per la consacrazione dovrà specializzarsi maggiormente in un ruolo, ma di classe 2000 con questo potenziale in Europa ce ne sono pochi...</p>
Dejan Kulusevski (Parma)

Di lui si è già detto tutto, prima o dopo il trasferimento alla Juventus durante il mercato di gennaio.


Dalla professionalità che lo ha portato a decidere di restare al Parma nonostante sostenere visite mediche, firma, varie ed eventuali con uno dei club più prestigiosi al mondo, e poi tornare in provincia, senza neppure provare a forzare la mano, ebbene tutto questo è davvero per persone vere.


Il resto lo sta dicendo il campo attraverso quel mix di caratteristiche che ne fanno un centrocampista moderno destinato a una grande carriera: multiruolo, potente, se non a volte addirittura trascinante, tecnico e anche discretamente freddo davanti al portiere avversario. Chiaro che per la consacrazione dovrà specializzarsi maggiormente in un ruolo, ma di classe 2000 con questo potenziale in Europa ce ne sono pochi...

<p class="block block--p block--align-left">Il giocatore senza ruolo e senza aver mai preso un'iniziativa personale è archiviato in via definitiva. Non che Inzaghi non conosca come farlo rendere al meglio, ma l'evoluzione avuta dallo spagnolo ne fa <strong class="inline inline--bold">uno dei tre migliori giocatori </strong>del girone d'andata.</p> <br><p class="block block--p block--align-left">Diciassette partite da titolare in campionato su 18, contro il Brescia ha marcato visita rendendo più difficile la rimonta della squadra, mentre l'unica gara non portata a termine è stata quella in casa dell'Inter, ovvero l'ultima sconfitta per Radu e compagni. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Pensare a un caso non è lecito di fronte a un giocatore capace di produrre <strong class="inline inline--bold">12 assist</strong> nel solo girone d'andata, con tre reti all'attivo. Numeri da top d'Europa, da top player e da top team.</p>
Luis Alberto (Lazio)

Il giocatore senza ruolo e senza aver mai preso un'iniziativa personale è archiviato in via definitiva. Non che Inzaghi non conosca come farlo rendere al meglio, ma l'evoluzione avuta dallo spagnolo ne fa uno dei tre migliori giocatori del girone d'andata.


Diciassette partite da titolare in campionato su 18, contro il Brescia ha marcato visita rendendo più difficile la rimonta della squadra, mentre l'unica gara non portata a termine è stata quella in casa dell'Inter, ovvero l'ultima sconfitta per Radu e compagni.


Pensare a un caso non è lecito di fronte a un giocatore capace di produrre 12 assist nel solo girone d'andata, con tre reti all'attivo. Numeri da top d'Europa, da top player e da top team.

<p class="block block--p block--align-left">Se si guarda al bottino dei <strong class="inline inline--bold">gol realizzati</strong> la sensazione è sempre quella di un potenziale non espresso del tutto, ma analizzare il rendimento del Papu nella meravigliosa macchina costruita dal Gasp esula dalla contabilità stretta. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Fin dallo scorso campionato, infatti, il Capitano si è trasformato nella <strong class="inline inline--bold">variabile impazzita</strong> della squadra più europea del calcio italiano. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Un po' trequartista, molto mezzala, un po' attaccante, anche se qui emerge la suddetta vena realizzativa non troppo spiccata, Gomez fa in soldoni ciò che vuole, quando vuole. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Il risultato è la possibilità di sprigionare classe e fantasia e di dosarsi durante la partita. La piena maturità è stata raggiunta e se a tutto questo si aggiungono sei gol e sette assist in metà campionato...</p>
Alejandro Gomez (Atalanta)

Se si guarda al bottino dei gol realizzati la sensazione è sempre quella di un potenziale non espresso del tutto, ma analizzare il rendimento del Papu nella meravigliosa macchina costruita dal Gasp esula dalla contabilità stretta.


Fin dallo scorso campionato, infatti, il Capitano si è trasformato nella variabile impazzita della squadra più europea del calcio italiano.


Un po' trequartista, molto mezzala, un po' attaccante, anche se qui emerge la suddetta vena realizzativa non troppo spiccata, Gomez fa in soldoni ciò che vuole, quando vuole.


Il risultato è la possibilità di sprigionare classe e fantasia e di dosarsi durante la partita. La piena maturità è stata raggiunta e se a tutto questo si aggiungono sei gol e sette assist in metà campionato...

<p class="block block--p block--align-left">La media-reti ne fa il miglior centravanti del campionato, ma a sentire i detrattori i gol vanno "<strong class="inline inline--bold">pesati</strong>" e allora gli errori contro la Fiorentina e la prestazione opaca contro la Juventus frenano gli entusiasmi sulla prima metà della stagione d'esordio del centravanti belga. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Comunque al di là delle quattro doppiette va sottolineato il lavoro per la squadra e l'esaltante intesa con <strong class="inline inline--bold">Lautaro Martinez</strong>. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Il feeling tra i due va oltre lo stereotipo del centravanti di stazza che si adatta bene al tecnico brevilineo, ma si basa su una <strong class="inline inline--bold">compatibilità </strong>di movimenti su tutto il fronte d'attacco frutto del gran lavoro dell'allenatore e dell'applicazione dei diretti interessati. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Alla base di tutto un adattamento sorprendentemente veloce alle dinamiche del campionato italiano.</p>
Romelu Lukaku (Juventus)

La media-reti ne fa il miglior centravanti del campionato, ma a sentire i detrattori i gol vanno "pesati" e allora gli errori contro la Fiorentina e la prestazione opaca contro la Juventus frenano gli entusiasmi sulla prima metà della stagione d'esordio del centravanti belga.


Comunque al di là delle quattro doppiette va sottolineato il lavoro per la squadra e l'esaltante intesa con Lautaro Martinez.


Il feeling tra i due va oltre lo stereotipo del centravanti di stazza che si adatta bene al tecnico brevilineo, ma si basa su una compatibilità di movimenti su tutto il fronte d'attacco frutto del gran lavoro dell'allenatore e dell'applicazione dei diretti interessati.


Alla base di tutto un adattamento sorprendentemente veloce alle dinamiche del campionato italiano.

<p class="block block--p block--align-left">La striscia di cinque partite consecutive in gol è ancora aperta e allora il portoghese può prendersela con il calendario a causa di una sosta forzata di cui CR7 avrebbe voluto e potuto fare a meno. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Il miglior mese della carriera juventina, in attesa ovviamente di... quelli con i trofei in bacheca, restituisce a <strong class="inline inline--bold">Sarri </strong>e a tutti i tifosi bianconeri un giocatore determinante, voglioso e sempre <strong class="inline inline--bold">affamato</strong>, come si evince dalle esultanze convinte che lo colgono in momenti apparentemente tranquilli come a pochi minuti dal siglare una doppietta o tripletta. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Proprio lui che di record non ne avrebbe bisogno, ha chiuso il 2019 con <strong class="inline inline--bold">nove gol in sei partite</strong>, rincorsa partita dopo la celebre sostituzione "rabbiosa" contro il Milan. Media perfetta anche per farne l'unico, teorico rivale di Ciro Immobile per il trono della classifica cannonieri.</p>
Cristiano Ronaldo (Juventus)

La striscia di cinque partite consecutive in gol è ancora aperta e allora il portoghese può prendersela con il calendario a causa di una sosta forzata di cui CR7 avrebbe voluto e potuto fare a meno.


Il miglior mese della carriera juventina, in attesa ovviamente di... quelli con i trofei in bacheca, restituisce a Sarri e a tutti i tifosi bianconeri un giocatore determinante, voglioso e sempre affamato, come si evince dalle esultanze convinte che lo colgono in momenti apparentemente tranquilli come a pochi minuti dal siglare una doppietta o tripletta.


Proprio lui che di record non ne avrebbe bisogno, ha chiuso il 2019 con nove gol in sei partite, rincorsa partita dopo la celebre sostituzione "rabbiosa" contro il Milan. Media perfetta anche per farne l'unico, teorico rivale di Ciro Immobile per il trono della classifica cannonieri.

<p class="block block--p block--align-left">A proposito di <strong class="inline inline--bold">gol realizzati</strong>, qui chiedere di fare meglio era pura utopia. Venti centri nelle 18 partite disputate, tutte dall'inizio e solo cinque concluse prima del 90' (ma la media resta molto buona...) rappresenta uno score da record per il girone d'andata della Serie A a girone unico negli ultimi 20 anni. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Non stupisce certo che a migliorare il primato sia stato l'attaccante italiano più prolifico dell'ultimo lustro, con già due titoli di capocannoniere nel proprio palmares, semmai a sorprendere è la <strong class="inline inline--bold">continuità </strong>che Immobile ha trovato davanti ai portieri avversario, senza mai far mancare il proprio contributo alla fase difensiva, compendio ideale della squadra che offre il miglior calcio nel campionato italiano. </p> <br><p class="block block--p block--align-left">Se la scommessa di <strong class="inline inline--bold">Inzaghi </strong>di puntare su una squadra con in campo spesso insieme le quattro stelle ha funzionato è anche merito del gran lavoro di bomber Ciro.</p>
Ciro Immobile (Lazio)

A proposito di gol realizzati, qui chiedere di fare meglio era pura utopia. Venti centri nelle 18 partite disputate, tutte dall'inizio e solo cinque concluse prima del 90' (ma la media resta molto buona...) rappresenta uno score da record per il girone d'andata della Serie A a girone unico negli ultimi 20 anni.


Non stupisce certo che a migliorare il primato sia stato l'attaccante italiano più prolifico dell'ultimo lustro, con già due titoli di capocannoniere nel proprio palmares, semmai a sorprendere è la continuità che Immobile ha trovato davanti ai portieri avversario, senza mai far mancare il proprio contributo alla fase difensiva, compendio ideale della squadra che offre il miglior calcio nel campionato italiano.


Se la scommessa di Inzaghi di puntare su una squadra con in campo spesso insieme le quattro stelle ha funzionato è anche merito del gran lavoro di bomber Ciro.

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