L'addio al calcio di Pirlo: omaggi dal mondo social

Dopo l’annuncio dell’addio di Andrea Pirlo dal calcio giocato, i social sono stati presi d’assalto per commentare la notizia. “Il maestro” del pallone ha lasciato un segno indelebile. Nei tifosi del Milan, con cui ha vinto due Champions League, e in quelli della Juventus, con cui ha vinto quattro campionati (e sfiorato la Coppa Campioni nel 2015). Ma, soprattutto, nei cultori del calcio e del bel gioco, incantati dalle sue magie. Perché un giocatore come Pirlo era amato indistintamente, a prescindere dalla maglia che indossava.

Troppi problemi fisici

Nell’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, il giocatore ha motivato così la scelta di dire basta: “Ti rendi conto da solo che è arrivato il momento. Ogni giorno hai problemi fisici, non riesci più ad allenarti come vorresti. Alla mia età ci sta di dire basta. Non è che puoi andare avanti per forza fino ai 50”.
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Amato aldilà dei colori

Inter, Milan, Juventus. Andrea Pirlo ha giocato in tutti e tre i club più importanti d’Italia. Nonostante la forte rivalità tra i tifosi, il calciatore è riuscito a farsi apprezzare. Non importava dove giocasse, contava solo la sua classe sopraffina.
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Stimato in tutto il mondo

La sua dichiarazione d’addio al calcio giocato ha provocato numerosi commenti anche all’estero. Tantissimi estimatori di Pirlo hanno postato messaggi a suo favore definendolo, semplicemente, “legend”.
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Tra gli eroi del Mondiale 2006

Nel palmarès del campione, al primo posto indubbiamente c’è la vittoria con la maglia azzurra ai Mondiali del 2006. In quella competizione, le geometrie del numero 21 furono decisive. In particolare, tutti ricordano il suo assist “no look” a Grosso nei supplementari contro la Germania e il rigore in finale.
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Come una musica

La sua genialità con i piedi è stata più volte accostata a quella di un musicista che compone. Pirlo creava musica. Era il direttore d’orchestra che faceva girare la squadra.
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La svolta da trequartista a regista

Nelle prime fasi della sua carriera, Pirlo non riusciva a trovare la collocazione tattica ideale per esprimersi. Mazzone al Brescia e Ancelotti al Milan sono stati decisivi per la sua carriera: spostandolo da trequartista a regista, gli hanno consentito di diventare uno dei centrocampisti più forti di sempre.
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La Nazionale orfana del suo talento

Da quando Pirlo ha detto basta alla Nazionale, il gruppo azzurro ha fatto fatica a trovare un centrocampista che potesse sostituirlo. Tanti hanno indicato Verratti come suo possibile successore, ma i due sono molto diversi tatticamente la classe di Pirlo è ineguagliabile.
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Il ritorno in Italia

Il calciatore ha dichiarato che tornerà in Italia, ma, alla domanda sul futuro, il centrocampista ha detto di non avere ancora stabilito cosa fare. “Ho delle idee, ma mi concedo tempo per decidere. Non è detto che siccome sei stato un buon giocatore puoi allenare. Deve scattarti la scintilla. A me non è ancora scattata”. (Foto Instagram)

Il parere sugli azzurri

Pirlo è ottimista circa il futuro della Nazionale: “E’ vero che ci sono state due brutte uscite al Mondiale, ma nel mezzo abbiamo disputato due ottimi Europei con una finale e un buon piazzamento in Francia. Oltre ai già maturi Insigne e Verratti, fra i top metto Belotti, Bernardeschi, Rugani, Caldara, Conti e Gagliardini”. (Foto Instagram)

…e su Milan e Juventus..

“La Juventus vincerà lo scudetto, è la più forte ed è consapevole di esserlo. Andrà lontano anche in Europa. Per quanto riguarda il Milan, ci vogliono tempo e fiducia anche se i risultati non arriveranno subito”.
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