Messi non la manda giù: lettera alla Fifa contro la squalifica

“Parole al vento”. È questa la versione di Lionel Messi su quanto avvenuto in Argentina-Cile: con i presunti insulti all’assistente, che lo hanno fatto squalificare per 4 turni. La commissione disciplinare della Fifa, infatti, ha optato per una punizione esemplare. Ma la federcalcio argentina non si arrende, e ha deciso di spedire alla Fifa una nota della “Pulce”, che respinge ogni responsabilità

Una partita maledetta

La vittoria sofferta contro il Cile, decisa proprio da Messi, non è bastata ad allontanare le nubi che si sono addensate sulla nazionale argentina. Quest’ultima, infatti, rischia di perdere il suo campione più rappresentativo in una fase molto delicata del girone di qualificazione ai mondiali di Russia 2018. (Foto Getty)

La squalifica

La “Pulce” è stata giudicata colpevole di insulti a un assistente dell’arbitro. Un episodio da cui è scaturita la decisione di squalificarla per 4 partite, decisive per la squadra albiceleste in ottica qualificazione. (Foto Getty)

La classifica

La posizione in classifica dell’Argentina è, infatti, molto problematica: la squadra di Messi attualmente è quinta, dietro a Brasile, Colombia, Uruguay e Cile. (Foto Getty)

Il rischio qualificazione

La qualificazione ai Mondiali è quindi a rischio, soprattutto in vista dello stop del capitano: uomo spogliatoio, oltre che fenomeno dal punto di vista tecnico. (Foto Instagram)

La nota della federazione argentina

La federazione calcistica argentina ha scelto, perciò, di inviare alla Fifa una nota del giocatore, nella speranza che il chiarimento possa determinare uno sconto sulla sanzione. (Foto Instagram)

La versione di Messi

“Le mie parole sono state dette all’aria” – scrive l’attaccante – “non intendevo insultare l’assistente dell’arbitro”. (Foto Instagram)

La speranza

Ora si tratta solo di attendere la risposta della commissione disciplinare della Fifa, ma sono forti le speranze che la credibilità di Messi possa aiutare, facendolo tornare in campo prima del previsto. (Foto Getty)

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