Portieri: da Neto a Donnarumma, quando il pallone tra i piedi diventa una papera

Fabrizio Arnhold

Tutta colpa di quella regola cambiata nel 1992. Prima i portieri, infatti, potevano benissimo prendere la palla con le mani sul retropassaggio del difensore. Da quando la regolina è stata modificata, il portiere deve anche saper usare i piedi perché sempre più spesso diventa un libero aggiunto e, come tutti i giocatori, può commettere qualche errore. Il dramma è che se a sbagliare è lui, si rischia di incappare nel più classico degli autogol o in una papara. Chiedere a Donnarumma o Neto per conferma.

Portieri: da Neto a Donnarumma, quando il pallone tra i piedi diventa una papera

L’interpretazione del ruolo cambiò nel 1992: basta passaggi all’indietro con il portiere che può prendere la palla con le mani. I numeri 1 di oggi sono più abituati con i piedi, ma chi giocava nel 1992 subì la decisione con qualche “papera” di troppo.

Portieri: da Neto a Donnarumma, quando il pallone tra i piedi diventa una papera

Uno dei primi a farne le spese è stato Luca Marchegiani, nel giugno del 1992 esordì nella Nazionale di Sacchi. Contro la Svizzera ecco la papera con i piedi: non blocca un retropassaggio di Costacurta. Un mese dopo in porta arrivava Pagliuca.

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“Non avevamo avuto il tempo di abituarci – spiega Marchegiani -, non capimmo immediatamente la portata di un cambiamento così grande”.

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L’ultimo portiere a “fare la frittata” è stato Neto, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Napoli. Non blocca un passaggio di Alex Sandro e spalanca la porta a Mertens.

Portieri: da Neto a Donnarumma, quando il pallone tra i piedi diventa una papera

Una faccia piuttosto eloquente. Gigi Buffon non ha preso affatto bene l’erroraccio del collega brasiliano che manca lo stop sulla rimessa laterale di Alex Sandro, spalancando di fatto la porta a Mertens. Ma anche lui in passato ha fatto qualche errore con i piedi.

Portieri: da Neto a Donnarumma, quando il pallone tra i piedi diventa una papera

Nel 2005 a Bergamo, un suo errore costò un gol alla Juventus. E più recentemente, nel 2012, contro il Lecce.

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Gigio Donnarumma è incappato nell’errore lo scorso turno di campionato, contro il Pescara: liscia lo stop sul passaggio all’indietro, troppo potente, di Paletta.

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Nel Milan, anche il predecessore di Donnarumma, Diego Lopez, ha commesso un errore giocando con i piedi. Tre anni fa, durante una partita contro il Parma, non bloccò un passaggio di De Sciglio che finì direttamente in porta.

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Uno degli errori più clamorosi resta quello di Padelli, portiere del Torino, che contro l’Empoli, due anni fa, arrivò a farsi autogol.

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All’estero un valido esempio è quello di Ter Stegen, bravo con i piedi, tanto da finire al Barcellona. Qualche mese fa una sua papera è costata la partita ai blaugrana contro il Celta Vigo. Altri errori con i piedi sono passati alla storia anche con la maglia della nazionale tedesca.

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