Rugby: aggredì arbitro, giocatore radiato a vita

Un gesto folle durante la sfida di Serie A, il campionato cadetto italiano di rugby, tra Valsugana e Rangers Vicenza. Era l’11 dicembre 2016 e Bruno Andres Doglioli, giocatore dei Rangers, decide di effettuare un violento placcaggio alle spalle. Ma non a un avversario, ma all’arbitro. Che per l’occasione era Maria Beatrice Benvenuti.

Rugby: aggredì arbitro, giocatore radiato a vita

Un gesto violento, antisportivo, che subito ha fatto il giro del web con il video pubblicato sui social. E pochi giorni dopo arriva la decisione del giudice sportivo. Interdizione di 36 mesi, cioè una squalifica di tre anni.

Rugby: aggredì arbitro, giocatore radiato a vita

Una sentenza dura, ma che non aveva convinto tutti. Perché anche se Doglioli ha un’età tale che tre anni di squalifica significano carriera finita, soli 36 mesi di squalifica implicano che, tra tre anni, il giocatore potrebbe tornare come tecnico.

Rugby: aggredì arbitro, giocatore radiato a vita

Spinta, dunque, anche dalla vox populi, la Procura Federale della FIR ha fatto ricorso contro la decisione del Giudice Sportivo del 14 dicembre 2016, che aveva inflitto, come detto, al tesserato dei Rangers Rugby Vicenza Bruno Andres Doglioli un’interdizione di 36 mesi in relazione alla gara del Campionato Nazionale di Serie A dell’11 dicembre 2016 per aver aggredito, nel corso di un’azione di gioco, il direttore di gara Maria Beatrice Benvenuti.

Rugby: aggredì arbitro, giocatore radiato a vita

E ieri è arrivata la nuova sentenza. La Corte Sportiva d’Appello di FIR, presieduta dall’avvocato Achille Reali, ha infatti accolto il ricorso presentato dalla Procura Federale e visti gli articoli 61, 40, 41, 27/1 lett. F, 27/2 lett. B e 14 del Regolamento di Giustizia e rilevata l’infrazione dell’art. 27/1 lett. F dello stesso – cioè l’aggressione all’arbitro – ha comminato a Bruno Andres Doglioli la sanzione della radiazione.

Rugby: aggredì arbitro, giocatore radiato a vita

Insomma, si chiude dunque una brutta pagina che ha portato il rugby a mostrare il suo lato peggiore. Una sentenza giusta, obbligata, ma figlia anche dell’indignazione del web che in queste settimane ha più volte spinto per una sentenza esemplare nei confronti del giocatore italo-argentino.

Rugby: aggredì arbitro, giocatore radiato a vita

Un gesto violento, antisportivo, che subito ha fatto il giro del web con il video pubblicato sui social. E pochi giorni dopo arriva la decisione del giudice sportivo. Interdizione di 36 mesi, cioè una squalifica di tre anni.

Rugby: aggredì arbitro, giocatore radiato a vita

Una sentenza dura, ma che non aveva convinto tutti. Perché anche se Doglioli ha un’età tale che tre anni di squalifica significano carriera finita, soli 36 mesi di squalifica implicano che, tra tre anni, il giocatore potrebbe tornare come tecnico.

Rugby: aggredì arbitro, giocatore radiato a vita

Spinta, dunque, anche dalla vox populi, la Procura Federale della FIR ha fatto ricorso contro la decisione del Giudice Sportivo del 14 dicembre 2016, che aveva inflitto, come detto, al tesserato dei Rangers Rugby Vicenza Bruno Andres Doglioli un’interdizione di 36 mesi in relazione alla gara del Campionato Nazionale di Serie A dell’11 dicembre 2016 per aver aggredito, nel corso di un’azione di gioco, il direttore di gara Maria Beatrice Benvenuti.

Rugby: aggredì arbitro, giocatore radiato a vita

E ieri è arrivata la nuova sentenza. La Corte Sportiva d’Appello di FIR, presieduta dall’avvocato Achille Reali, ha infatti accolto il ricorso presentato dalla Procura Federale e visti gli articoli 61, 40, 41, 27/1 lett. F, 27/2 lett. B e 14 del Regolamento di Giustizia e rilevata l’infrazione dell’art. 27/1 lett. F dello stesso – cioè l’aggressione all’arbitro – ha comminato a Bruno Andres Doglioli la sanzione della radiazione.

Rugby: aggredì arbitro, giocatore radiato a vita

Insomma, si chiude dunque una brutta pagina che ha portato il rugby a mostrare il suo lato peggiore. Una sentenza giusta, obbligata, ma figlia anche dell’indignazione del web che in queste settimane ha più volte spinto per una sentenza esemplare nei confronti del giocatore italo-argentino.

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