I 10 protagonisti per caso dei successi in Serie A

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Matteo Baldini
·5 minuto per la lettura
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Ogni trionfo porta con sé copertine su copertine, emblemi fotografici di una stagione e protagonisti in primo piano: il successo, va da sé, mette sotto le luci dei riflettori chi ha saputo ergersi sugli altri, mettendo il proprio marchio su quanto raggiunto dalla squadra.

E ogni Scudetto, più o meno sofferto o atteso, ha i suoi uomini copertina: difficile negare il ruolo di Lukaku nel trionfo dell'Inter o dimenticare quanto contasse la qualità di un centrocampo di livello assoluto nella prima Juve del ciclo aperto da Conte.

Eppure, sia in tempi recenti che scavando più indietro, reclamano spazio e attenzione anche quei nomi meno in vista, quegli elementi partiti nell'ombra ma capaci di ritagliarsi eccome un posto al sole, da veri eroi. Marcatori a sorpresa, preziosi jolly o vere e proprio rivelazioni: questi i 10 protagonisti per caso dei successi in Serie A dal 2007 a oggi.

1. Matteo Darmian - Inter

Matteo Darmian | Soccrates Images/Getty Images
Matteo Darmian | Soccrates Images/Getty Images

Siamo all'attualità e al ruolo rivestito da Matteo Darmian nell'Inter di Conte, un ruolo ribadito spesso dallo stesso tecnico attraverso parole di stima nei confronti di un giocatore capace di farsi trovare pronto all'occorrenza e di segnare gol pesanti. Due in particolare le reti decisive, con punti fondamentali in ballo: dello stesso Darmian, infatti, i gol che hanno regalato il successo per 1-0 all'Inter contro Cagliari e Verona.

2. Moise Kean - Juventus

Moise Kean | Tullio M. Puglia/Getty Images
Moise Kean | Tullio M. Puglia/Getty Images

Da tempo si vocifera di un possibile ritorno di Kean in bianconero, l'attaccante classe 2000 appena diciottenne si mise in mostra con gol pesanti in un vero e proprio periodo di grazia agli ordini di Allegri. Kean segnò infatti 6 gol in 6 partite tra l'8 marzo e il 13 aprile 2019, lasciando decisamente il segno sul successo bianconero in quella stagione per poi passare all'Everton l'estate successiva.

3. Alessandro Matri - Juventus

Matri esulta | OLIVIER MORIN/Getty Images
Matri esulta | OLIVIER MORIN/Getty Images

Contributo importante nel 2011/12, anno del ritorno allo Scudetto e dell'inizio del ciclo Conte, ma anche nella stagione successiva. Vero protagonista nella prima fase del nuovo ciclo bianconero, con gol importanti, riuscì a ritagliarsi spazio anche nella stagione successiva e a rispondere presente quando chiamato in causa, pur senza essere uno degli elementi più sponsorizzati o in vista del gruppo juventino.

4. Emanuele Giaccherini - Juventus

Una giocata di Giaccherini | Valerio Pennicino/Getty Images
Una giocata di Giaccherini | Valerio Pennicino/Getty Images

La sua duttilità tattica rappresentò un aspetto chiave agli occhi di Conte, da sempre estimatore di simili outsider, elementi capaci di disimpegnarsi in più ruoli e di farsi trovare pronti senza sgomitare o alzare la voce. Soprattutto la seconda stagione lo vide affermarsi come vero pupillo di Conte, autore di gol importanti in momenti chiave del campionato.

5. Martin Caceres - Juventus

Caceres esulta | Claudio Villa/Getty Images
Caceres esulta | Claudio Villa/Getty Images

Duttilità preziosa anche in questo caso, così come in quello di Giaccherini, grazie alla capacità di Caceres di disimpegnarsi in ogni ruolo della retroguardia. Conte lo impiegò spesso come alternativa a Lichtsteiner, al di là del minutaggio e delle presenze resta fondamentale il gol segnato nello scontro diretto contro l'Inter, così come la doppietta in semifinale di Coppa Italia contro il Milan.

6. Ignazio Abate - Milan

Abate | Marco Luzzani/Getty Images
Abate | Marco Luzzani/Getty Images

L'ultimo Milan campione d'Italia resta in mente perlopiù per Thiago Silva, Ibrahimovic e Pato ma, al di là dei giocatori da copertina, rimane da sottolineare la rivelazione Abate: il terzino (allora ventiquattrenne) si mise in mostra come uno dei migliori nel suo ruolo nell'intera Serie A, affermandosi come protagonista della stagione rossonera, pur senza l'attenzione dei riflettori che toccava ai compagni più celebri e talentuosi.

7. Goran Pandev - Inter

Pandev | Tullio M. Puglia/Getty Images
Pandev | Tullio M. Puglia/Getty Images

Era l'Inter del Triplete, quella di Mourinho e di giocatori rimasti indelebilmente nella storia del club nerazzurro. Nel mercato invernale anche Pandev si unì al gruppo, riuscendo a dare un buon contributo sia pensando ai gol fatti, uno anche nel derby, che all'abnegazione nel rientrare e nel dare manforte alla squadra anche quando c'era da mostrare spirito di sacrificio, in posizione meno avanzata del solito. Importante anche il numero di assist per i compagni, ben 6.

8. Sulley Muntari - Inter

Muntari in nerazzurro | GIUSEPPE CACACE/Getty Images
Muntari in nerazzurro | GIUSEPPE CACACE/Getty Images

La prima Inter di Mourinho, quella 2008/09, vide in Sulley Muntari un interprete importante a metà campo: il centrocampista palesava spesso una veemenza eccessiva, rimediando cartellini in quantità, ma i 4 gol in stagione insieme ai 6 assist rappresentarono senz'altro un bottino fondamentale, tanto da mettere anche in secondo piano i rossi rimediati.

9. Mario Balotelli - Inter

Balotelli | GIUSEPPE CACACE/Getty Images
Balotelli | GIUSEPPE CACACE/Getty Images

Roberto Mancini, nella stagione 2007/08, scelse di dare fiducia a un promettente talento della Primavera: Mario Balotelli, pronto a imporsi in quella stagione come uno dei talenti più promettenti del panorama italiano. Appena diciottenne riuscì a stupire fin da subito, anche tra i grandi, e nel finale di stagione trovò gol importanti, lasciando intravedere talento e personalità nonostante la giovanissima età.

10. Olivier Dacourt - Inter

Dacourt festeggia | New Press/Getty Images
Dacourt festeggia | New Press/Getty Images

In mezzo a campioni e protagonisti attesi, capaci di confermare o superare persino le attese, si imposero anche gregari o comunque elementi partiti in sordina. Dacourt, di certo non particolarmente considerato sulla carta, si rivelò spesso un prezioso dodicesimo uomo e si espresse su livelli inattesi, facendosi trovare pronto all'occorrenza al suo primo anno interista (dopo l'esperienza alla Roma).

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