I 4 giocatori da seguire e il potenziale undici titolare della Russia a Euro 2020

Matteo Baldini
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La Russia appartiene a quel novero di Nazionali capaci di incursioni ai piani alti in tempi piuttosto recenti, la vetta massima è stata quella raggiunta agli Europei del 2008, con un clamoroso terzo posto, ma anche i quarti di finale dei Mondiali 2018, disputati in casa, rappresentano comunque un traguardo non così scontato da eguagliare in una competizione internazionale.

Il corso targato Cherchesov dura ormai dal 2016 e proprio col Mondiale 2018 è riuscito finalmente a raccogliere i primi frutti concreti, sfiorando una semifinale e riportando la Russia nel gruppo delle possibili sorprese: non sono mancati negli anni i casi da risolvere, alcuni dei quali condotti con intransigenza come quello di Denisov e altri che, al contrario, hanno condotto a una pace provvidenziale, pensando ad esempio a Dzyuba (escluso nel 2017 ma riaccolto poi in Nazionale). Vediamo dunque, tra esperti ed elementi ancora nel fiore degli anni, quali sono i giocatori da seguire della Russia a Euro 2020:

1. La stella: Artem Dzyuba

Il bomber russo Dzyuba | DIMITAR DILKOFF/Getty Images
Il bomber russo Dzyuba | DIMITAR DILKOFF/Getty Images

A fine 2020 il possente centravanti russo è salito alla ribalta per questioni lontane dal campo, in particolare per un video dalle tinte decisamente osé che ne ha sancito la temporanea esclusione dai convocati, ma restando ai numeri e all'importanza di Dzyuba all'interno del gruppo russo è evidente che si tratti del vero irrinunciabile della squadra.

Appena un gol lo separa dal prestigioso traguardo di miglior marcatore della Russia, raggiungerà Kerzhakov con la prossima realizzazione, e anche le qualificazioni ai Mondiali 2022 lo stanno vedendo protagonista (3 gol in 3 partite fin qui). L'avventura russa nel gruppo B dipenderà dunque dai suoi gol e dal rendimento di un giocatore in grado di fare reparto da solo, con peso ed esperienza al servizio della Russia. Un bomber che bada al sodo, difficile da fermare nel gioco aereo (forte dei suoi 196 cm di altezza) e freddo rigorista.

2. Il gioiello: Aleksandr Golovin

Golovin | Soccrates Images/Getty Images
Golovin | Soccrates Images/Getty Images

Nel 2018 sembrava che la Juventus avesse messo le mani sul talentuoso classe '96, allora giovane in rampa di lancio che si era messo in mostra ai Mondiali, ma il Monaco soffiò il giocatore ai bianconeri grazie all'offerta decisiva da 30 milioni.

Da gennaio è tornato protagonista in Ligue 1, dopo un luogo stop per infortunio, e la Russia confida in un elemento in grado di elevare il livello di tutto il centrocampo, duttile e completo, probabilmente il giocatore di maggior talento del gruppo col solo difetto di una certa discontinuità e di una tenuta fisica non così stabile. Nella Russia di Cherchesov dovrebbe interpretare il ruolo di trequartista alle spalle di Dzyuba, veste ideale per dare un contributo importante in fase offensiva (come accaduto nelle sfide di qualificazione agli stessi Europei 2020).

3. Il talento della Dea: Aleksey Miranchuk

Miranchuk in Nazionale | BRUNO FAHY/Getty Images
Miranchuk in Nazionale | BRUNO FAHY/Getty Images

Stagione particolare quella vissuta all'Atalanta, agli ordini di Gasperini, per il talento russo arrivato a settembre dalla Lokomotiv Mosca. Il classe '95, gemello di Anton, non è riuscito a trovare spazio con continuità, soprattutto da titolare, in una formazione oliata qual è la macchina perfetta costruita da Gasp nella sua Dea.

Problematiche per certi versi preventivabili che non hanno però impedito a Miranchuk di avere un impatto devastante al debutto: in Champions come in campionato, così come in Coppa Italia, il talento russo ha trovato infatti la via del gol non appena Gasperini lo ha lanciato in campo. Il posto in Nazionale è tutto da conquistare, sta comunque trovando spazio nelle qualificazioni ai Mondiali, ma può rappresentare l'elemento in grado di cambiare la partita anche da subentrante, anche senza una titolarità garantita.

4. Il "brasiliano": Mario Fernandes

Mario Fernandes | Soccrates Images/Getty Images
Mario Fernandes | Soccrates Images/Getty Images

Brasiliano naturalizzato russo è ormai una bandiera della CSKA, dopo l'arrivo dal Gremio nel 2012. Nonostante una presenza raccolta in amichevole con a maglia del Brasile, nel 2014, è riuscito ad acquisire la nazionalità russa e a diventare dunque protagonista con la maglia della Russia agli ordini di Cherchesov così come non sarebbe potuto accadere in verdeoro.

Salito sulla ribalta internazionale soprattutto col Mondiale 2018, con tanto di un gol segnato contro la Croazia, è una delle certezze della Nazionale anche per i prossimi Europei. E farà di tutto per riscattare quel rigore sbagliato proprio ai quarti contro la Croazia, decisivo per l'addio al sogno Mondiale.

L'undici ideale:

Il CT Cherchesov | Laszlo Szirtesi/Getty Images
Il CT Cherchesov | Laszlo Szirtesi/Getty Images

4-2-3-1: Shunin (Guilherme); Fernandes, Dzhikiya, Semenov, Karavev; Ozdoev, Zobnin; Kuzyaev, Golovin, Cheryshev; Dzyuba.

Non ci sono grandi certezze in porta, Shunin sta disputando da titolare le sfide di qualificazione ai Mondiali mentre Guilherme ha difeso i pali nel percorso di qualificazione a Euro 2020.

In difesa l'incognita principale riguarda il ruolo di terzino sinistro, dove il redivivo Zhirkov continua a trovare spazio con continuità: Karavev però, pur essendo terzino destro come ruolo naturale, potrebbe avere continuità in questa veste.

A metà campo Odzoev è sicuro del posto così come Kuzyaev, quest'ultimo però potrebbe essere impiegato anche largo a destra con Zobnin, dunque, pronto a completare la linea dei due mediani con Odzoev. A supporto di Dzyuba agirà Golovin, pochi dubbi su questo, con uno tra Cheryshev (forma permettendo) e Ionov a completare il reparto avanzato.

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