A Treviso il più grande focolaio d'Italia di Coronavirus

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(AP Photo/Rajesh Kumar Singh)
(AP Photo/Rajesh Kumar Singh)

C'è un caso Treviso. E' qui, in un'ex caserma trasformata in centro di accoglienza per richiedenti asilo il più grande focolaio d'Italia. Al momento sono 246 i contagiati su 300 profughi che vivono nella struttura, tutti asintomatici.

Un bilancio che si è aggravato di giorno in giorno anche perché positivi e negativi al tampone non sono mai stati separati, condividendo camere e spazi comuni. Gianlorenzo Marinese, il presidente di Nova Facility, la società che gestisce il centro, ha spiegato al Corriere della Sera che i soliti facinorosi hanno rifiutato il trasferimento al grido "il Covid non esiste" e lui non ha "l’autorità per costringerli a fare le valigie né a indossare le mascherine o a usare il disinfettante".

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Il commento di Zaia

"Strutture come i centri di accoglienza di Jesolo e dell’ex caserma Serena di Treviso non soltanto sono fuori dalla storia e dalla realtà, ma lo sono ancora di più da un punto di vista sanitario perché aggregazioni del genere non sono in linea con le norme anti-coronavirus”, il commento del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, secondo cui "deve essere eliminato questo modello di accoglienza".

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