"Abbiamo creato il 'panico sanitario'. Chi ha altre malattie evita l'ospedale"

Ilaria Betti
·.
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(Photo: Michele Lapini via Getty Images)
(Photo: Michele Lapini via Getty Images)

“Abbiamo creato un panico sanitario. Ora chi ha altre malattie evita di andare in ospedale così la mortalità crescerà”: sono queste le parole di Ermanno Leo, chirurgo oncologo di Milano, che al Corriere della Sera spiega i rischi della seconda ondata per i malati non Covid.

“Ci saranno danni collaterali molto importanti, non solo per chi ha il Covid, ma per tutti gli altri pazienti. Non abbiamo imparato niente dalla prima fase. Abbiamo creato un ‘panico sanitario’. Per dire: molti pazienti con tumori (già diagnosticati o in attesa di valutazione, ndr ) o con problemi cardiovascolari (il numero di ricoveri per presunti infarti è diminuito, ndr ) o con sintomi minori di ischemia cerebrale (non ictus, ma i cosiddetti attacchi ischemici transitori, ndr ) a volte non vanno in ospedale per timori di contagio. Questo significa un presumibile aumento della mortalità per questi pazienti, perché la tempestività degli interventi può salvare la vita. E la situazione adesso si aggraverà”.

Il professore critica anche delle mancanze che avremmo avuto nella gestione della pandemia.

“Mi chiedo come mai, dopo la prima fase, non disponiamo studi clinici su come siano stati trattati i pazienti: con quali farmaci e quali risultati. Se arrivo in ospedale, ora, in piena seconda ondata, non so come verrò curato”.

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Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.