Addio Europa, per l'Inter un vantaggio. E le altre? Ecco quanto incidono davvero le coppe per Juve, Milan, Lazio e Atalanta

Luca Fazzini
·3 minuto per la lettura

Un unico focus, il campionato. La settimana europea appena andata in archivio ci consegna un'Italia calcistica ridimensionata, sensibilmente estinta dalla geografia europea del pallone. Atalanta e Lazio dicono addio alla Champions, aggiungendosi alla Juve; il Milan saluta l'Europa League. Tutte, metaforicamente, vanno a fare compagnia all'Inter, senza coppe da metà dicembre. Un vantaggio che, unito ad altri fattori, ha contribuito a rendere i nerazzurri quella macchina semi-perfetta che ora guida tutti dall'alto in basso. Se è vero che per Juve, Lazio e Atalanta le partite in più sono state solo 2, già per il Milan diventano 4. Non poco. Anche la sola Champions, però, si è ripercossa in maniera duplice sull'impegno di campionato precedente e successivo.

SETTIMANA INTERA - Ma quanto conta poter lavorare tutta la settimana verso una sola partita? L'obiettivo non è tanto paragonare il percorso di Conte con quello dei colleghi, ma capire se - e quanto - i prossimi due mesi scarichi possano aiutare Juve, Milan, Lazio e Atalanta. E lo facciamo con i numeri, confrontando i dati delle partita dopo la settimana piena - con impegni quali Europa, Coppa Italia e turno infrasettimanale - e dopo la settimana vuota, con 7 giorni per preparare l'appuntamento del week-end.

SORPRESA JUVE - Partiamo dalla Juve, la prima a uscire dall'Europa e - in caso di successo nel recupero con il Napoli - la più vicina all'Inter. Quello bianconero appare un caso: nelle 16 partite successive a un impegno europeo sono arrivate 11 vittorie (68,7%), 3 pareggi e 2 sconfitte. Nelle settimane libere, invece, solo il 50% di vittorie, 3 su 6. Occorre, tuttavia, contestualizzare i mezzi passi falsi di Pirlo, collocabili a inizio stagione, quando la squadra non aveva ancora una quadra.

VANTAGGIO MILAN - Discorso diverso, invece, per il Milan, la squadra probabilmente più martoriata dagli infortuni e che ha quindi maggiormente subito i tanti impegni, iniziati addirittura con il doppio preliminare e il playoff di Europa League. Anche per i rossoneri sono sedici le sfide arrivate dopo un impegno infrasettimanale: il computo recita 9 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte, con una percentuale di vittorie del 56,5%. Percentuale che si alza notevolmente per i week-end in cui si è giocato dopo un'intera settimana di lavoro a Milanello, 71,4%, frutto di 5 vittorie in 7 partite.

LAZIO, 77%! - Numeri ancora più alti per la Lazio, quella che - tra le 4 - appare avere la rosa meno ampia. In tredici impegni dopo le coppe/infrasettimanali, per Inzaghi sono arrivate 7 vittorie (54%), 2 pareggi e 4 sconfitte. La percentuale diventa addirittura del 77% (7 vittorie, 1 pari e 1 ko) quando invece Immobile e compagni hanno la chance di lavorare a Formello per 7 giorni.

SOFFERENZA DEA - Merita un discorso a parte, invece, l'Atalanta. La squadra che, più di tutte, ha pagato il doppio impegno. L'analisi questa volta va alla rovescia, partendo dalle settimane senza impegni extra: 5 vittorie in 7 gare (un pareggio e una sconfitta), percentuale del 71% in linea con quella del Milan e leggermente inferiore di quella della Lazio. Il dato che sorprende, però, è relativo alle settimane con il doppio impegno: la percentuale scende al 53% (8 vittorie, 3 pareggi e 4 ko in 15 partite), che diventa addirittura del 30% se escludiamo la Serie A e consideriamo solo le coppe. Da domenica, dunque, può iniziare un nuovo campionato. Specie per la Roma, l'unica che - a inizio aprile - dovrà tornare a concentrarsi sul doppio impegno. Il rush finale è dietro l'angolo, il focus è diventato (purtroppo per tanti) solamente uno...