Adli si presenta: 'Milan come una famiglia, posso fare più ruoli. Weah mi diceva di imparare da Baggio'

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Yacine Adli ha già mosso i primi passi con la maglia del Milan: l'ex centrocampista del Bordeaux si è presenta in conferenza stampa da Milanello, segui la diretta su Calciomercato.com.

IMPATTO - "Mi sono integrato già molto bene qui a Milanello, si sente l'ambiente di una famiglia. Si lavora tutti insieme per ottenere i migliori risultati. Si sente questa atmosfera familiare, sono contento di essere qua".

RUOLO - "Sono pronto a mettermi in gioco in diverse posizioni, sempre a centrocampo. In questa prima settimana il mister mi ha voluto provare in diversi ruoli, quello che per me è importante è giocare, qualunque ruolo vorrà affidarmi il mister".

IMPRESSIONI SULLA SCORSA STAGIONE - "Ho osservato molto da vicino le partite del Milan, ho visto una grande forza del gruppo, del collettivo, anche nelle ultime fasi della stagione in cui non potevano essere fatti passi falsi si sono impegnati al massimo".

IDOLO IN MAGLIA ROSSONERA - "Non ce ne sono alcuni in particolare. Ma quando a Parigi mi allenavo con Timothy Weah, figlio di George, e mi diceva di guardare come esempio Roberto Baggio e perché da lui avrei potuto imparare molto e così ho fatto".

ZIDANE - "Baggio, Zidane... Parliamo di grandi nomi. Quello che posso dire è che questi grandi campioni sono da osservare e ammirare, ma senza pensare di riprodurre quello che hanno fatto loro perché sono irraggiungibili. L'importante è fare il proprio percorso".

CHE CENTROCAMPISTA E'? - "Come centrocampista sono un po' atipico, riesco a svolgere questo ruolo in diverse posizioni. Tra le mie qualità migliori c'è l'ultimo passaggio, ho una buona visione di gioco e so sempre trovare il mio spazio e dialogare bene con i compagni. Credo che siano le mie principali qualità, sono qui per imparare e migliorare".

ULTIMI MESI AL BORDEAUX - "Sicuramente non è stato facile, ho cercato di restare concentrato sulla mia squadra il Bordeaux, anche se nella testa avevo il Milan e arrivare nelle migliori condizioni".

COMPAGNI FRANCOFONI - "Sono contenti di avere compagni di squadra che conoscevo e francesi. Sono qui per adattarmi e dare il mio meglio".

LA SUA ASSOCIAZIONE - "L'associazione mi è molto a cuore, volevo farlo per la mia città natale. Per dare ai ragazzi che sono in situazioni di disagio le opportunità e conoscere quello che ho avuto la possibilità di conoscere. Facciamo molte cose con la mia famiglia e i miei amici, è qualcosa di cui vado molto fiero e di cui mi occupo in prima persona".

OBIETTIVI - "Tutti i francesi qui si sono adattati bene in fretta e sono stati bravi, io arrivo con un'esperienza diversa. Ho tante ambizioni, arrivo in una squadra campione d'Italia, un club mitico, ma lo faccio proponendomi con umiltà e rispetto, con l'intenzione di crescere e migliorare per perseguire i più alti obiettivi".

ITALIANO - "Capisco tutto ma parlare è più difficile, spero che tra due o tre mesi farò le interviste in italiano".

NUMERO - "Non so ancora".

SCUDETTO MILAN - "Sicuramente una squadra come il Milan, così titolata, non può che ambire a conquistare ogni anno il titolo di campione d'Italia. L'hanno fatto in un campionato difficile, anche quest'anno cercheremo di difendere il titolo e lo faremo al meglio".

POGBA - "E' un grande giocatore e ha avuto una grande carriera, ma io preferisco guardare me e la mia quotidianità. Migliorarmi il più possibile e dare il meglio nel lavoro quotidiano qui al Milan".

DIFFERENZE TRA SERIE A E LIGUE 1 - "Sicuramente il campionato francese è un campionato in cui si gioca molto forte, duro, con molti contrasti fisici. Il campionato italiano si basa più su tattica e tecnica. Dovrò conoscerlo sul campo, che è la cosa più importante perché quando si gioca a calcio è lì che si può dare il meglio di sé".

PERCHE' HA SCELTO IL CALCIO TRA TANTI SPORT - "Ho avuto molte passioni, ma il calcio guida la mia vita. Amo il calcio, mi sveglio pensando al calcio, mangio calcio, guardo tutte le partite. E' una grande passione che ho avuto fin da piccolo, farne il mio mestiere è la realizzazione di un sogno. Spero di poter dare il meglio di me".

COSA LO FARA' EMOZIONARE? - "Ci sono tanti momenti di grandi emozioni. La prima partita a San Siro, stadio mitico, incontrare i tifosi, giocare con i miei compagni: mi aspettano tante emozioni che sono pronto a vivere al massimo".

CALCIO E MUSICA - "E' vero che ho da sempre una grande passione per la musica. Suono il piano, ma non saprei dire il pianista migliore. Se devo dire un compositore, dico Mozart: l'ho ascolto fin da piccolo. Mozart il mio soprannome? Solo per i capelli (ride, ndr)".

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