Agguato a colpi di arma da fuoco sotto casa: ucciso Boiocchi, storico capo della Curva dell'Inter

Vittorio Boiocchi, 69 anni, storico capo della Curva Nord (il tifo organizzato dell'Inter) è rimasto ucciso questa sera dopo un agguato sotto casa a colpi di arma da fuoco. L'uomo sarebbe stato raggiunto da diversi colpi - al torace e al collo - mentre si trovava in via Fratelli Zanzottera, nella periferia Ovest di Milano. Erano circa le 19.50 quando Boiocchi è stato vittima dell'agguato nel quartiere Figino e dopo il quale è stato soccorso e trasportato immediatamente - in condizioni gravissime - all'ospedale San Carlo. La notizia è arrivato molto presto anche a San Siro, a pochi minuti dall'inizio del match tra Inter e Sampdoria e, verosimilmente per questo motivo, la Curva Nord ha deciso stasera di inscenare una sorta di sciopero del tifo.

I PRECEDENTI - Vittorio Boiocchi era un nome noto da tempo alle forze dell'ordine e nelle cronache giudiziarie milanesi: aveva scontato negli anni un totale di circa 30 anni di carcere per associazione a delinquere, porto e detenzione illegale di armi, rapina, sequestro di persona e furto. Nel 2019 aveva fatto il suo ritorno in Curva riprendendone il controllo e balzando nuovamente agli onori della cronaca per un lite con l'ex sodale Franco Caravita, alto storico leader del tifo organizzato dell'Inter. Poi, nel 2021, il nuovo arresto e la condanna a 3 anni e 2 mesi - aveva successivamente ottenuto i domiciliari - per il suo coinvolgimento nell'estorsione da 2 milioni di euro nei confronti dell'imprenditore Enzo Costa. Un'accusa provata dal contenuto di alcune conversazioni intercettate all'epoca dei fatti dagli inquirenti e che avevano pure portato alla luce il controllo pressoché totale del business dei parcheggi e del bagarinaggio da parte del Boiocchi.