Al via le iscrizioni per 'Donna sport' 2019

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"L'obiettivo della Fondazione Pfizer è supportare e collaborare con enti ed istituzioni per progetti che investano su temi di salute, in particolare informazione e prevenzione. Questo progetto, 'Sano chi sa', è un ottimo esempio di collaborazione tra privato e pubblico ed ha investito una parte importante della popolazione che sono i giovani, anzi giovanissimi". Lo ha detto all'Adnkronos Barbara Capaccetti, presidente della Fondazione Pfizer a margine della conferenza stampa della presentazione del progetto 'Sano chi Sa', promosso dalla Fondazione insieme alla Regine Lazio e rivolto agli studenti delle scuole medie. La Fondazione Pfizer, costituita nel febbraio 2002, è un'entità indipendente e autonoma, capace di contribuire alla crescita della cultura e della conoscenza scientifica in Italia. "Studenti di scuole medie, quindi tra gli 11 e 13 anni che devono comprendere come un corretto stile di vita, di alimentazione, di attività fisica, insomma uno stile di vita sano possa evitare patologie gravi in futuro come diabete, obesità o malattie cardiovascolari: prime cause di morte. - ha aggiunto Capacetti - Un metodo che eviterebbe al Sistema sanitario nazionale spese importanti. Abbiamo coinvolto 120 istituti nel Lazio, 17mila studenti e vogliamo raggiungere il maggior numero di scuole: la capillarità è cruciale e crediamo molto in questo progetto. Il messaggio fondamentale è informare e prevenire e questo progetto Sano chi Sa è il mezzo ideale per veicolare questo messaggio. "Questo non è l'unico progetto della Fondazione Pfizer l'anno scorso abbiamo avviato un altro progetto: 'Salute senza frontiere' indirizzato agli immigrati in difficoltà nel curarsi. Abbiamo creato degli opuscoli e distribuiti in particolare nell'Asl di Latina per informare gli immigrati su come accedere ai medici di base, su come rapportarsi con il medico e seguire le sue cure. - ha concluso Capaccetti - Lo abbiamo stampati in cinque lingue, anche indiano e rumeno, ed è stato registrato un numero decisamente inferiore di accessi ai pronto soccorso".

Pfizer: "Progetto 'Sano chi sa' investe sui giovani"

"L'obiettivo della Fondazione Pfizer è supportare e collaborare con enti ed istituzioni per progetti che investano su temi di salute, in particolare informazione e prevenzione. Questo progetto, 'Sano chi sa', è un ottimo esempio di collaborazione tra privato e pubblico ed ha investito una parte importante della popolazione che sono i giovani, anzi giovanissimi". Lo ha detto all'Adnkronos Barbara Capaccetti, presidente della Fondazione Pfizer a margine della conferenza stampa della presentazione del progetto 'Sano chi Sa', promosso dalla Fondazione insieme alla Regine Lazio e rivolto agli studenti delle scuole medie. La Fondazione Pfizer, costituita nel febbraio 2002, è un'entità indipendente e autonoma, capace di contribuire alla crescita della cultura e della conoscenza scientifica in Italia. "Studenti di scuole medie, quindi tra gli 11 e 13 anni che devono comprendere come un corretto stile di vita, di alimentazione, di attività fisica, insomma uno stile di vita sano possa evitare patologie gravi in futuro come diabete, obesità o malattie cardiovascolari: prime cause di morte. - ha aggiunto Capacetti - Un metodo che eviterebbe al Sistema sanitario nazionale spese importanti. Abbiamo coinvolto 120 istituti nel Lazio, 17mila studenti e vogliamo raggiungere il maggior numero di scuole: la capillarità è cruciale e crediamo molto in questo progetto. Il messaggio fondamentale è informare e prevenire e questo progetto Sano chi Sa è il mezzo ideale per veicolare questo messaggio. "Questo non è l'unico progetto della Fondazione Pfizer l'anno scorso abbiamo avviato un altro progetto: 'Salute senza frontiere' indirizzato agli immigrati in difficoltà nel curarsi. Abbiamo creato degli opuscoli e distribuiti in particolare nell'Asl di Latina per informare gli immigrati su come accedere ai medici di base, su come rapportarsi con il medico e seguire le sue cure. - ha concluso Capaccetti - Lo abbiamo stampati in cinque lingue, anche indiano e rumeno, ed è stato registrato un numero decisamente inferiore di accessi ai pronto soccorso".

Conciliare lo sport agonistico con lo studio è complicato soprattutto oggi che i giovani hanno mille distrazioni, ma le ragazze che ce la fanno sono tante. A loro è rivolto “Donna Sport – L’atleta più brava a scuola 2019”, il concorso che premia valore e impegno delle sportive più meritevoli. Se hanno avuto ottimi voti durante lo scorso anno scolastico, se credono nei valori autentici dello sport e frequentano un liceo o, nel caso delle paratlete, un corso universitario, possono partecipare. In palio buoni acquisto per abbigliamento e attrezzature sportivi, libri, Kindle e supporti informatici.  

Il concorso, giunto alla quinta edizione, è rivolto a tutte le atlete e paratlete che praticano una disciplina sportiva a livello agonistico fra quelle federate in ambito Coni e Cip (Comitato Italiano Paralimpico) e che nell’anno scolastico/accademico 2017-2018 abbiano frequentato con successo un corso di studi. L’iniziativa, ideata e realizzata dal Gruppo Bracco – con il patrocinio di Regione Lombardia, Coni e Comitato Italiano Paralimpico – ha un obiettivo: sostenere e valorizzare lo sport femminile, sommando insieme meriti scolastici e atletici.  

Una Giuria di qualità selezionerà le migliori atlete e paratlete tra coloro che si candideranno entro il 10 giugno 2019, iscrivendosi gratuitamente sul sito www.donnasport.it.  

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“Per conciliare studio e sport serve passione, tenacia e una ferrea autodisciplina”, afferma Diana Bracco, presidente e amministratore delegato del Gruppo Bracco. “Tutte doti essenziali per formare il carattere di una persona. Con questa iniziativa, che mi sta molto a cuore, vogliamo valorizzare l’impegno di tante atlete che si candidano a essere donne brillanti”. 

Gli esempi tra le vincitrici delle scorse edizioni di “DonnaSport” non mancano. Ayomide Folorunso, ad esempio, rappresenta perfettamente lo spirito del concorso. Atleta azzurra delle Fiamme Oro, è stata protagonista della finale olimpica di Rio 2016 nella staffetta 4x400. L’altra vincitrice ex aequo della scorsa edizione del concorso, Loredana Spera, ha vinto due ori mondiali a squadre juniores nel tiro con l’arco. Un altro esempio straordinario è quello di Martina Rabbolini, nuotatrice ipovedente, primatista italiana nei 100 rana. Non a caso il Premio “DonnaSport” per la categoria paratlete le fu assegnato direttamente da Alex Zanardi, che ha fatto dello sport la sua filosofia di vita e oggi gira il mondo raccontando la sua storia.  

Dal 2011 ad oggi, il concorso del Gruppo Bracco ha visto la partecipazione di oltre 1.000 atlete, in prevalenza tra i 16 e i 17 anni. Trecentodiciasette solo nel 2016 in rappresentanza di 80 province (soprattutto Perugia, Torino, Pisa, Varese, Roma e Milano) e 41 discipline sportive. Tra le più praticate: l’atletica seguita da pallavolo, pattinaggio artistico, canottaggio, calcio, tennis, nuoto, pallacanestro, ping pong, taekwondo, tiro con l’arco, hockey subacqueo.  

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