Alberto Zaccheroni spiega i mali del Milan

La sconfitta contro la Lazio ha dato un’ulteriore spallata alle speranze del Milan di raggiungere la qualificazione alla prossima Champions League.

Intervenuto a Radio Rossonera, Alberto Zaccheroni ha analizzato lo stato di crisi del Diavolo, a partire dall’esonero di Giampaolo: “Credo che la fiducia verso l’allenatore fosse diminuita da entrambe le parti, sia dal lato dei calciatori che da quello dei dirigenti. Sono rimasto sorpreso anche io, certo non aveva mai allenato una grande ma Giampaolo i giocatori in campo li sa mettere e valorizzarli”.

'Zac' è poi entrato nel dettaglio della rosa: "Il Milan ha iniziato il campionato senza una identità precisa, si è lavorato per 100 giorni per fare il rombo con Suso dietro le punte, ma penso che per caratteristiche lo spagnolo dovrebbe partire dall’esterno e accentrarsi, come penso sia sbagliato avere un sistema di gioco troppo definito. Leao? Non mi sembra una prima punta, Piatek può avere limiti, ma non in fase realizzativa, tornerà a segnare”.

Altro tasto chiave, quello dei leader dello spogliatoio: “Tutti i rossoneri ora sono sotto il livello medio delle loro prestazioni. Io avevo Maldini, Costacurta e Albertini ed erano loro tre a dar equilibrio allo spogliatoio, non so se i senatori abbiano la personalità dei miei, non conosco il loro carattere però la maglia del Milan pesa. L’allenatore deve cercare di costruire uno zoccolo duro con i più seri e determinati”.

Secondo il tecnico romagnolo non è il momento di porsi obiettivi di classifica: “I giocatori del Milan non devono pensare alla qualificazione alla Champions League. Non si deve parlare di questo perché si darebbero loro pesi e responsabilità che non possono reggere per il momento. Pioli sul piano tattico ha dimostrato in tante piazze di saper conoscere il suo mestiere, quello che mi sorprende è che invece solitamente i problemi li ha sempre avuti sul lungo periodo non ad inizio esperienza. Penso però sia solo questione di tempo. Ha la fortuna di avere Paolo Maldini, che ama sì il Milan ma è molto razionale, freddo nell’analisi, è un gran vantaggio avere un dirigente così”.

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