Alla scoperta del Gola Restaurant, la casa di Aaron Rutigliano diventata rifugio per le stelle della Premier League

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Londra - Il sole gioca a nascondino in questo freddo maggio londinese, illuminando solo per un attimo l'attesa della District Line (la linea verde) a Notting Hill. La fermata di oggi è Parsons Green, esattamente a metà strada tra Stamford Bridge e Craven Cottage.

Qui, al 787 di Fulham Road, c'è il Gola Restaurant, aperto da Aaron Rutigliano nel 2010 e diventato negli anni un'emblema dell'eccellenza culinaria italiana e un punto di riferimento per tantissime personalità del mondo dello spettacolo e soprattutto del calcio, che tra originalissime lampade fatte di bottigliette di Aperol Spritz e le pareti sommerse dai vini migliori, non possono far altro che sentirsi a casa.

Il perché non è affatto difficile da capire: Aaron partito dalla Puglia 18 anni fa, ma con Foggia e il Foggia sempre nel cuore, ha il sorriso contagioso di chi ne ha viste tante e lo sguardo pieno di passione per ciò che fa : "Il calcio mi piace troppo", dice. "Tutti i calciatori che vengono mi regalano la maglietta e sanno che prima di andare via devono fare una foto con la sciarpa del Foggia".

Quando gli chiedo com'è iniziato tutto e quali sono stati i primi calciatori che sono andati mangiare da lui inizia un viaggio fatto di aneddoti e storie incredibili:

"È impossibile raccontare tutto quello che ho visto in questi anni, perché sono successe davvero tantissime cose. Quando ho aperto il ristorante, non avrei mai creduto che potesse diventare un punto di ritrovo per tantissimi protagonisti del mondo del calcio, anche se sapevo di essere esattamente a metà strada tra Stamford Bridge e Craven Cottage. Mi ricordo che una domenica, avevo aperto da poco e c’era ancora
Mourinho al Chelsea, misi fuori una lavagna con lo speciale del giorno come si usa fare qui con su scritto Special One e la foto di Mourinho. Preparammo delle pennette alla puttanesca con il Bacalao portoghese e le macchine iniziarono a fermarsi per fotografare la lavagna. Fu incredibile. Credo che gli giunse anche voce anche se qui non è mai venuto… Il primo a venirci a trovare se non ricordo male è stato Francesco Totti, poi vennero Sol Campbell e Fabio Capello".

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