Allegri e il Barcellona: sfida eterna, un solo successo contro i blaugrana

Riassunto: Massimiliano Allegri ha battuto il Barcellona solamente una volta su nove confronti, racimolando dai blaugrana due ko nella fase ad eliminazione diretta. Messa così, non suona benissimo per il tecnico toscano, il quale ha avuto modo di valutare la grandezza dell'avversario in lungo e in largo durante l'esperienza al Milan, nonché pure alla Juventus perdendo in finale a Berlino.

Storia datata in Champions League e, soprattutto, con diversi conti in sospeso. Ma mai come questa volta, valutando anche la bontà dell'organico a disposizione, l'allenatore bianconero può seriamente pensare di spuntarla. La lunga rivalità nasce nel settembre 2011, Pep Guardiola insegnava calcio in tutto il mondo, e il Milan riusciva ad assicurarsi un punto esternamente, 2-2 finale, grazie ad un goal in extremis di Thiago Silva. Sempre nella stessa annata, nel girone, a San Siro i rossoneri perdevano 2-3: autorete di Van Bommel, Messi e Xavi per i catalani.

Pensi all'elevata posta in palio e, inevitabilmente, entra in ballo il quarto di finale 2012. Decisiva la vittoria dei padroni di casa al Camp Nou per 3-1, dopo lo 0-0 dell'andata. Doppietta di Messi e Iniesta per i blaugrana, Nocerino per i rossoneri.

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Illusorio, invece, il 2-0 del Milan negli ottavi di Champions League edizione 2013. Partita straordinaria, da ogni punto di vista, interpretata magistralmente dai meneghini. Piede costante sull'acceleratore, in rete Boateng e Muntari, Barcellona in netta difficoltà. Nel match di ritorno, pur spaventati dal palo di Niang, sono sempre i blaugrana ad imporsi, archiviando il passaggio al turno successivo con un facile 4-0 caratterizzato da due reti di Messi, Villa e Alba.

Finita qui? Neanche per scherzo. Fase a gironi 2013, Robinho ad aprire e Messi a trovare il goal del pareggio. Al ritorno, in terra iberica, è il Barcellona a fare tutto, compreso il goal del Milan (autorete di Piquè). Per il resto, ordinaria amministrazione con un'altra doppietta di Messi e sigillo di Busquets.

E, per chiudere il ciclo, ecco Berlino 2015. Pur cambiando panchina, ovvero passando su quella della Juventus, il corso della storia non cambia. Vittoria per 3-1 dei blaugrana, nel mezzo il goal targato speranza di Morata, ma con Rakitic, Suarez e Neymar a consegnare la coppa nelle mani di Luis Enrique.

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