Allison: "Alcuni concetti della W11 sono una base per il 2021"

Giacomo Rauli
motorsport.com

La Mercedes W11 è stata mostrata per la prima volta questa mattina e, sin dalle prime foto - poi anche dai primi giri in pista - è parsa molto più di una semplice evoluzione della W10, monoposto che ha vinto il titolo Piloti di Formula 1 nel 2019 con Lewis Hamilton e quello Costruttori.

A confermare queste impressioni è stato il direttore tecnico della Mercedes, James Allison, intervenuto a margine del lancio delle prime foto della nuova Freccia d'Argento per spiegare il lavoro fatto in questi mesi dal reparto progettazione di Brackley che, a prima vista, ha partorito l'ennesima vettura che aspira legittimamente a rappresentare il punto di riferimento del Circus iridato.

James, che lavoro è stato fatto legato alla progettazione della W11?
"Le regole sono rimaste pressoché le medesime anche per il 2020, dunque noi abbiamo dovuto assicurarci di non sbagliare la strada di sviluppo su un pacchetto che nel 2019 per noi ha funzionato piuttosto bene. Volevamo cambiare aspetti legati al concetto della monoposto per avere una piattaforma più fertile in vista della prossima stagione, aspetti che nel corso della stagione sarebbe stato impossibile cambiare. Abbiamo cercato di apportare alcune modifiche di architettura scelte con cura per avere buone possibilità di sviluppo".

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Entrando nello specifico, quali sono le novità visibili sulla monoposto nuova?
"Sull'anteriore della W11 abbiamo scelto di adottare una complessità strutturale maggiore attorno a sospensioni e cerchi per avere un assemblaggio complessivamente migliore. Al centro della vettura abbiamo spostato la struttura anti-intrusione in basso per migliorare l'efficienza aerodinamica".

"Nel retrotreno, invece, abbiamo optato per una scelta coraggiosa legata alla configurazione delle sospensioni per avere più opportunità nello sviluppo aerodinamico. Questi miglioramenti porteranno a una serie di guadagni dal punto di vista aerodinamico che dovremmo già vedere nel corso dell'inverno e, si spera, anche nel corso della stagione".

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Anche quest'anno Mercedes produrrà un pacchetto aerodinamico sostanzioso come quello che debuttò al Test 2 di Barcellona nel 2019?
"Avremo aggiornamenti in vista di Melbourne che arriveranno nella seconda sessione di test invernali, ma non si tratterà di un pacchetto così grosso come quello introdotto nei Test 2 del 2019. L'anno scorso il regolamento è stato modificato in modo significativo ed è stato deciso piuttosto in ritardo. In queste circostanze fare una monoposto e un pacchetto così grosso di aveva permesso di arrivare a Melbourne con una conoscenza della vettura già buona. I regolamenti 2020 sono più certi, dunque ripetere l'approccio usato nel 2019 non avrebbe senso".

Molte monoposto sono andate alla ricerca di maggior efficienza aerodinamica. Anche Mercedes ha seguito questo concetto?
"L'efficienza aerodinamica è una delle caratteristiche più apprezzate nelle monoposto e lo è in ogni stagione. La macchina che è più efficiente dal punto di vista aerodinamico è quella che sfrutta al meglio la forma della carrozzeria per migliorare il tempo sul giro. Nel corso della stagione, il termine efficienza è stato usato a volte in modo un po' fuorviante per parlare di velocità in rettilineo. La vera efficienza è data dal pacchetto vettura che fornisce la maggior quantità di deportanza al corretto livello di resistenza aerodinamica. Il nostro lavoro aerodinamico è volto a fornire proprio quest'ultimo aspetto e a ogni gara ci presentiamo fornendo la miglior soluzione di carrozzeria, quella più idonea per affrontare le caratteristiche della pista".

Uno dei problemi più visibili della W10 era legato al raffreddamento del retrotreno. Come siete intervenuti per ovviare al problema sulla W11?
"Per diminuire il problema legato al surriscaldamento che abbiamo avuto nel 2019 abbiamo lavorato sul pacchetto di raffreddamento. Abbiamo aumentato l'area di respiro della monoposto, dunque per i radiatori. Era una cosa difficile da fare a metà stagione. Si può però provare a fare tra una stagione e l'altra: questo non è costato nulla, se non un po' più di peso. Abbiamo potuto godere del lavoro che ha fatto HPP, hanno lavorato per aumentare le temperature d'esercizio del motore, che alleggerisce il carico di raffreddamento, perché più caldo è il fluido, meno si rende necessario l'intervento del radiatore".

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