Alonso ha ragione a metà: Hamilton parte come un diesel, ma poi...

Roberto Chinchero
motorsport.com

Recentemente Fernando Alonso, parlando di Lewis Hamilton, ha affermato che gli avversari del suo ex compagno di squadra non riescono ad approfittare dei punti deboli del sei volte campione del mondo.

“Lewis ha alzato ancora il suo livello negli ultimi due anni – ha spiegato Alonso - ma ha ancora alcuni punti deboli, che però non vengono sfruttati dagli avversari. Quali? Lewis comincia l'anno a rilento, ma nessuno ne trae beneficio. Quando poi inizia a vincere allunga nella classifica generale, e la situazione diventa tranquilla. Ma se il margine sugli avversari è di pochi punti, lo stress è diverso, e diventa più facile sbagliare. Sarebbe interessante vedere come potrebbe reagire Lewis se nelle ultime gare della stagione si dovesse trovare sotto pressione”.

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Alonso: "I rivali non sfruttano le debolezze di Hamilton"

I dati non confermano del tutto la seconda parte della teoria di Alonso, ovvero quella secondo la quale Hamilton potrebbe sbagliare sotto pressione. I precedenti (anche se ormai sempre più datati) ci sono, e non descrivono un Lewis vittima dell’ansia. Diverso è invece il discorso che riguarda l’avviamento di stagione.

Negli ultimi quattro anni il miglior Hamilton non è certo stato quello di inizio anno, un momento in cui in effetti Lewis sembra non trovare la migliore concentrazione di cui è capace, e che per gli avversari diretti può rappresentare una ghiotta occasione per mettere da parte punti in classifica. Sarà uno dei primi quesiti a trovare risposta all’avvio della stagione 2020, ad iniziare dal Gran Premio di Australia, gara che Hamilton ha vinto per l’ultima volta nel 2015.

Il prezzo più alto al suo inizio cauto di Mondiale Lewis lo ha pagato nel 2016, quando l’avvio incredibile di Nico Rosberg (quattro successi nelle prime quattro gare) ha relegato Hamilton ad un passivo di 43 punti, un gap che sarà determinante per la sconfitta di Lewis a fine stagione per sole cinque lunghezze. L’immagina associata alla clamorosa sconfitta di Hamilton è diventata la rottura della power unit nel Gran Premio di Malesia, ma il passivo maggiore nei confronti di Rosberg è maturato in realtà ad inizio stagione.

Rosberg

25

25

25

25

100

Hamilton

18

15

8

15

57

“Lewis ha imparato la lezione”, si ipotizzò durante l’inverno che portò al via del Mondiale 2017, ma anche se con margini minori, ancora una volta l’avvio di stagione di Hamilton non è stato dei migliori, trovando il primo successo stagionale solo alla quarta gara. La svolta Mondiale arrivò da Silverstone ad Austin, otto gare in cui Lewis cambiò passo piazzando sei vittorie, un secondo ed un quarto posto.

Vettel

25

18

25

18

86

Hamilton

18

25

18

12

73

Dodici mesi più tardi alla scadenza della quarta gara stagionale Hamilton è leader della classifica generale, ma è più un caso che una reale svolta. A pesare sulla classifica provvisoria è stato infatti il Gran Premio di Cina, gara ricca di colpi di scena in cui Vettel si è ritrovato vittima di un attacco troppo aggressivo i Max Verstappen. Anche in questa stagione la svolta a favore di Hamilton inizia in estate, con uno score di sei vittorie ed un secondo posto in sette gare iniziata ad Hockenheim e terminata a Suzuka.

Hamilton

18

15

12

25

70

Vettel

25

25

4

12

66

Arriviamo allo scorso anno, con un avvio complessivamente buono da parte di Hamilton, ma non quanto Bottas, al punto che molti addetti ai lavori si chiedono quanto sia merito della forma del finlandese o quanto del solito avvio al ralenty di Lewis. Sembra un Mondiale equilibrato, almeno nelle prime battute, poi tra Spagna e Francia arriva un poker di successi che rende la strada di Lewis verso il sesto titolo iridato tutta in discesa.

Bottas

26

18

18

25

87

Hamilton

18

25

25

18

86

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