Altre polemiche per il portiere omicida Bruno: è ancora in stato di libertà

Il portiere brasiliano Bruno è ancora in stato di libertà nonostante i giudici abbiano dato l'ordine di rientro in cella: il mandato non è ancora ok.

Lo scorso febbraio suscitò grande scalpore il suo tesseramento da parte della società del Boa Esporte che volle credere in lui nonostante i fatti extracalcistici che hanno condizionato la sua vita: Bruno Fernandes de Souza è finito però ancora nella bufera.

Bruno fu condannato a 22 anni di reclusione per aver ucciso nel 2010 la sua amante Eliza Samudio: a febbraio la controversa decisione della scarcerazione che ha indotto il Boa Esporte a tesserarlo tra mille polemiche, con i vari sponsor pronti a lasciare il club.

Ora il contrordine arrivato da quattro giudici della Corte Suprema del Brasile che hanno decretato il rientro in cella di Bruno, che sarebbe dovuto tornare in prigione nella giornata di mercoledì.

Attualmente si trova però ancora in stato di libertà a causa del mandato di arresto che non sarebbe ancora pronto. Il suo avvocato Lucio Adolfo Bruno ha dichiarato a 'Globoesporte': "Bruno non ha nessuna intenzione di fuggire e si presenterà regolarmente non appena arriverà il mandato".

Una vicenda destinata a chiudersi in tempi brevi dunque, accelerata anche da una petizione lanciata per impedire qualsivoglia tesseramento del portiere brasiliano da altri club.

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