Anche la Serie A contro la Fifa: 'Sostegno ai club che non rilasceranno giocatori alle Nazionali in Paesi con obbligo di quarantena al ritorno'

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La Serie A si accoda a Premier League e Liga e si schiera contro la Fifa: la massima lega italiana comunica che sosterrà i club che non rilasceranno i propri giocatori alle Nazionali in Paesi con obbligo di quarantena al ritorno (causa Covid) nella finestra di settembre 2021.

LA NOTA

La Lega Nazionale Professionisti Serie A comunica che, in occasione della finestra FIFA di settembre 2021, sosterrà in ogni sede la decisione dei propri Club di non rilasciare i calciatori convocati dalle rappresentative nazionali per giocare in paesi al cui rientro in Italia sia previsto l’isolamento fiduciario in ottemperanza alle disposizioni di legge vigenti in materia di virus Sars - Cov - 2.

Diversamente la decisione della FIFA di non estendere le eccezioni alle convocazioni per i paesi dove sussista un obbligo di quarantena al rientro (circolare 1749 FIFA) e le diverse limitazioni connesse alla diffusione della pandemia creerebbero disparità competitive per le squadre che consentissero ai propri tesserati di viaggiare in tali paesi.

LE RESTRIZIONI

Ecco i Paesi per cui è previsto l'isolamento fiduciario al rientro in Italia, dal sito del Ministero degli InternI.

Ingresso garantito con Green Pass (oppure isolamento fiduciario di 5 giorni) al rientro da:

Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Israele

Ingresso garantito solo con tampone negativo nelle 72 ore antecedenti all’ingresso in Italia e isolamento fiduciario di 5 giorni al rientro da:

Albania, Arabia Saudita, Armenia, Australia, Azerbaigian, Bosnia ed Erzegovina, Brunei, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Libano, Kosovo, Moldavia, Montenegro, Nuova Zelanda, Qatar, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale e basi britanniche nell’isola di Cipro ed esclusi i territori non appartenenti al continente europeo), Repubblica di Corea, Repubblica di Macedonia del Nord, Serbia, Singapore, Ucraina, Taiwan, Regioni amministrative speciali di Hong Kong e di Macao.

Per il rientro da Canada, Giappone e Stati Uniti, è necessaria una certificazione verde Covid-19 rilasciata dalle rispettive autorità sanitarie locali, altrimenti vige l’obbligo di tampone negativo e isolamento fiduciario di 5 giorni.

Per il rientro da Brasile, Bangladesh, India e Sri Lanka serve un isolamento fiduciario di 10 giorni.

Per tutti gli altri Stati non indicati nell’elenco ufficiale, il rientro in Italia è consentito, tra gli altri, “agli atleti partecipanti in competizioni sportive di interesse nazionale e accompagnatori”, ma chi fa ingresso in Italia deve “presentare un’attestazione di essersi sottoposto, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, a tampone (test molecolare o antigenico) risultato negativo, sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 10 giorni”.

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