Argentina, disordini e proteste in difesa di Diego Armando Maradona

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La prematura scomparsa di Diego Armando Maradona, il calciatore più talentuoso di tutti i tempi, ha sconvolto l’opinione pubblica argentina e internazionale. Per questo motivo, in Argentina, si sono susseguite alcune manifestazioni attraverso le quali la popolazione ha chiesto che vengano chiarite le dinamiche della morte del Pibe de Oro.

Morte di Maradona, le indagini della magistratura argentina

In seguito al decesso di Maradona, sono stati diffusi molteplici audio e conversazioni avvenute tra gli esponenti dello staff del calciatore che hanno suscitato sgomento e ribrezzo nell’opinione pubblica. Simili sentimenti sono stati causati dal cinismo e dalla noncuranza mostrati da familiari e dipendenti nei confronti di un uomo malato: atteggiamenti che rivelano il totale disinteresse nei confronti del campione, rimarcando interessi esclusivamente economici.

A proposito dell’improvvisa dipartita del giocatore argentino, sta indagando la magistratura di San Isidro, intenta a individuare i responsabili delle scelte che hanno provocato la morte dell’uomo, negandogli cure essenziali a livello medico e psicologico. Mentre vengono svolte le dovute indagini, tuttavia, l’Argentina ha deciso di reagire e far sentire la propria voce, invadendo le piazze.

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Argentina, manifestanti chiedono “condanna sociale”

In difesa di Diego Armando Maradona, il popolo argentino ha organizzato una manifestazione attraverso la quale sta chiedendo che venga emessa una «condanna sociale» nei confronti del medico Luque, dell’avvocato Morla e di altri cinque soggetti implicati nella drammatica vicenda.

Il punto d’incontro scelto per la manifestazione, alla quale hanno partecipato in molti, era l’Obelisco, situato nel cuore della città di Buenos Aires. Gli eventi si sono svolti all’insegna del caos, tanto da costringere l’ex-moglie del calciatore, Claudia Villafane, e due figlie, Dalma e Giannina, ad allontanarsi frettolosamente da Plaza de la Repubblica mentre i fan del Pibe de Oro le rincorrevano accompagnati dai media.

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I cori e gli slogan della manifestazione

Durante il corteo, inoltre, la folla ha intonato cori ripetendo pedissequamente sempre lo stesso messaggio: «Maradona è stato ucciso, giustizia per Diego».

Il riferimento è al mix di droghe, alcol e pasticche con il quale il leggendario calciatore è stato stordito per anni, senza ricevere dal suo staff e dai suoi familiari le cure e il sostegno necessari per risolvere i problemi di dipendenza e le patologie di cui soffriva, tra le quali figura anche quella cardiaca.

Altri slogan, poi, rafforzavano la tesi dell’uccisione con le parole «Maradona non è morto, lo hanno ucciso», seguite da pensanti accuse indirizzate soprattutto all’avvocato Morla e al medico Luque.

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La testimonianza dell’ex-compagna di Maradona

Alla manifestazione di Buenos Aires, ha partecipato anche l’ex-compagna di Diego Armando Maradona, VerónicaOjeda, con il figlio Dieguito Fernando, molto amato dal defunto. In questa occasione, la donna ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti presenti, affermando: «Ho fiducia nella giustizia».

Accanto alla Ojeda, il marito e avvocato Mario Baudry, che ha ribadito: «Siamo convinti che si tratti di un omicidio doloso e non colposo. Lo hanno lasciato morire. Ciò che conosciamo è appena l’un per cento di tutto quello che c’è nel fascicolo giudiziario. Quando la gente saprà tutto… quando saprà…».

Le considerazioni di Baudry, quindi, lasciano intendere che la magistratura abbia tra le mani ulteriori registrazioni che potrebbero incriminare Luque e Morla e altri componenti dello staff di Maradona, colpevoli di aver scientemente condotto il Pibe de Oro verso la morte.