Atalanta, Gasperini: 'Non do le dimissioni, oggi la squadra non è competitiva per ripetersi. Ci sono tre strade...'

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"Io vedo tre strade: cercare un potenziamento limitato, qualche top giocatore che possa alzare nell’immediato il valore della squadra, come quando l’Atalanta prese Zapata e fu evidente che si alzò il valore della squadra, così quando è stato preso Muriel, il presidente fece un blitz pazzesco con Zapata e Luca Percassi era convintissimo dell’operazione con Muriel. L’altra strada è quella di un ringiovanimento della rosa arrivata un po’ tutta insieme, se penso a giocatori da valorizzare oggi sono Scalvini, Koopmeiners per età, questi sono i profili che ricercano e portano a importanti plusvalenze in cui Atalanta si è giovata negli anni scorsi. L’altra strada è quella di fare poco niente e andare avanti con questa squadra. Su queste tre filosofie andranno prese delle decisioni e non riguardano solo l’allenatore, che dice la sua ma ci sono due ds, presidente, co-presidente, ad e poi ci sono le opportunità di mercato”. Altro che dimissioni (“Questa cosa dove salta fuori? Qualcuno ha parlato con me? Quando vi chiedo un po’ di correttezza, le parole sono troppo spesso ribaltate e capovolte, trasformate, sentivo addirittura che Gasperini vuole cambiare venti giocatori, mi leggete nel pensiero? Un po’ più di serietà, io accetto tutte le critiche ma non parlate mai con la mia voce, non do le dimissioni oggi”), il tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini, presente al torneo di tennis organizzato dall’Accademia dello Sport per la Solidarietà presso la Cittadella dello Sport di Bergamo, ha parlato concretamente della sua Atalanta, del futuro, del mercato: “Se mi chiedete se questa squadra come è oggi è competitiva per ripetere i risultati di questi anni, spero di essere smentito, ma probabilmente no. Tecnicamente per me non è giustificato parlare di scudetto o Champions, soprattutto con società ricche che possono allargare la forbice, nonostante ci sono state 12 partite giudicate dal Var contro, poi ci sono state delle partite che potevamo vincere per essere in Champions, che erano alla nostra portata, ma la squadra ha dato tutto ma secondo me oggi, per i livelli che abbiamo battuto in questi anni, abbiamo delle difficoltà”. NOTIZIE FAKE- “Ho letto questi giorni delle cose folli, nessuno ha convocato una conferenza stampa, mi fa piacere siate tutti qua, ma quello che ho letto in questi giorni è una grande disinformazione, non ho intenzione di fare conferenze stampa, ma per educazione verso i tifosi che per tanti mesi sono un po’ sparito, faccio questa chiacchierata”. FUORI DALL’EUROPA- “Più vanno avanti i giorni, più è chiaro che la stagione si sia chiusa con delusione da parte di tutti noi ma se guardo la stagione globalmente, i record di punti del girone d’andata, la presenza in Europa con grande onore, un record di vittorie in trasferta, rimane il sesto campionato migliore della storia dell’Atalanta e solo cinque sono stati meglio, inviterei la stampa locale ad andare più adagio, per rispecchiare Bergamo e i suoi tifosi, quello che hanno tributato tutti all’ultima gara con l’Empoli”. NUOVA STAGIONE- “Ora c'è n’estate tutta da costruire, inizierà la stagione il 4 luglio, molto presto, ci sarà l’anomalia di tre gare di campionato col mercato aperto, mai una cosa piacevole ma bisogna prenderne atto, sotto quell’aspetto sarà una stagione in grandissima evoluzione, il 7 arriverà chi gioca partite in più con la nazionale”. MOMENTO PIU’ BELLO- “Il momento più alto dei sei anni è stato quello col Psg, ma non è detto sia stato il più bello, quest’anno abbiamo vinto a Torino con la Juve dopo tanti anni, abbiamo vinto a Napoli". OBIETTIVI-Con la società ci sarà da lavorare, bisognerà prima definire quelli che sono gli obiettivi ma è una cosa che sta già facendo da settimane, poi dopo inizierà a cercare di metterli in pratica, prima metti obiettivi, poi fai quello che puoi, quello che riesci a risolvere, nelle prossime settimane bisognerà vedere quello che si potrà fare”. CHIAREZZA- “Non ho avuto modo di parlare con la nuova proprietà, la famiglia Percassi continua il suo modo di guidare la squadra, è una cosa risaputa, ora c'è un un programma che andrà fatto. Posso chiedere, anche se nel calcio è difficile, la maggior chiarezza possibile, lo dobbiamo alla gente, la chiarezza è fondamentale, durante il mercato succedono situazioni, non possiamo presentarci con l'obiettivo ‘se non andiamo in Champions allora falliamo', è stato straordinario quello che ha fatto l’Atalanta ma è difficile ripeterlo se no sarebbe una cosa normale, è il primo punto da mettere in chiaro, poi viene tutto il resto”. MERCATO- “Ci sono tanti soldi in giro, ma davvero tanti, e giochiamo su un tavolo con un sacco di soldi e c’è gente disposta a mettere un sacco di soldi per accaparrarsi la pagnotta ma le indicazioni sono sempre state molto chiare da parte della società, mi dispiace che si sta riducendo tutto all’aspetto economico, ma così diventiamo come tutte quante, in quel meccanismo facciamo fatica a competere con i numeri che ci sono in giro. Quando sono arrivato il primo anno sono andato a casa del presidente Percassi e mi ha detto: “Io ho un sogno, vorrei che la mia squadra avesse 7-8 giocatori del settore giovanile in prima squadra cresciuti nel nostro vivaio e la gente si identificasse in questa squadra”. Io guardavo la rosa dell’Atalanta e dicevo 'Sono lì, devo solo mettere in atto il sogno di quest’uomo', io ero sicuro di salvarmi, non è un obiettivo, ma non immaginavo quello che poi è scoppiato, ma partivo da un’idea forte, un obiettivo preciso. Se noi ragioniamo solo sulla Champions, altrimenti è il fallimento, ragioniamo come gli altri, ma non si fa il bene dell’Atalanta. Se ci mettiamo sul livello delle squadre metropolitane che hanno altri numeri, ci facciamo solo del male”. TANTE ATALANTE- “Ho fatto la stessa scalata della squadra, sono cresciuto insieme alla squadra, ci sono stati diversi tipi di Atalanta. Prima giovani emergenti, che sono stati la fortuna economica della società, poi la squadra si è rivoluzionata e nel giro di due anni di italiani sono rimasti solo i portieri e un paio di giocatori, c’è stata un’evoluzione, il primo anno i primi 20’ eravamo sempre in vantaggio, negli ultimi due anni invece eravamo sotto, si parla di tante Atalante diverse”. BELLANOVA- “Quale delle tre strade intraprendere? Dipende dal mercato, è un lavoro di squadra, dipende anche dalla disponibilità economica, io non sono mai entrato nelle operazioni di mercato, a dire dobbiamo prendere un portiere e un attaccante questo sì, le squadre per rinforzarsi e alzare il livello partono dall’attacco, io dico i ruoli. Tutti i giocatori arrivati hanno giocato tutti, nessuno è stato messo da parte, di laterali ne sono arrivati una ventina, Bellanova ha fatto la sua parte e non è stato riscattato, ma gli allenatori non entrano mai nei soldi, ho sempre rispettato il lavoro dello scouting, non ho messo dei veti a nessuno, né bocciato nessuno in partenza, difficilmente chi è andato via di qua non facendo abbastanza bene poi è esploso da altre parti. Non è ancora il caso di Bellanova”.

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