Atalanta: la Curva Nord si è sciolta, ecco perché è finita così. Ora si cerca un 'nuovo Bocia'

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E’ la fine di un’era: dopo 23 anni, l'esperienza della Curva Nord sotto la bandiera degli Atalanta Supporters è finita. Sciolto il direttivo, ora è ufficiale. Niente più cori, coreografie e striscioni negli stadi d’Italia e d’Europa. Ma forse, è più corretto dire che un grande pezzo di cuore la Nord l’aveva già perso quando il suo leader storico, Claudio Galimberti - meglio conosciuto come ‘il Bocia’- oltre tre anni fa aveva dovuto abbandonare la nave nerazzurra (per trasferirsi nelle Marche) a causa della miriade di Daspo e divieti in cui era incappato. Testa e cuore però sono rimasti sempre in viale Giulio Cesare, sotto la Nord, tanto che toccò a lui risolvere la prima frattura degli Atalanta Supporters: non tutti furono d’accordo, nel corso del primo tempo della gara di Champions contro la Dinamo Zagabria a San Siro il 26 novembre 2019, di fare per 45’ lo sciopero del tifo per protesta contro una nuova raffica di Daspo.

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Un climax di malumori extra campo che ha raggiunto il suo apice proprio negli anni più belli dell’Atalanta in campo, tre volte di fila in Champions: prima il rifiuto della tessera del tifoso, che ha fatto precipitare la presenza del tifo in trasferta, poi la gestione problematica dei biglietti per gara a Valencia, infine il buco lasciato due settimane fa al centro della Nord a causa delle limitazioni pandemiche sotto il motto di ‘o tutti o nessuno’, che però non metteva d’accordo tutti. Il culmine era stato raggiunto con lo striscione apparso fuori da Zingonia a fine luglio (“Abbonamenti, amichevoli, mercato, Percassi non sbagliare, c’è una città da rispettare”, a firma ‘Animal Kingdom’), frutto di un’azione di pochi, simile a un ammutinamento perché non concordato con il direttivo. Ma tra tensioni – qualcuno nel frattempo si è spostato in Curva Sud- e dibattiti, per ventitré anni il gruppo leggendario ha trascinato l’EuroDea negli stadi e negli scali d’Europa. Ora si vuole ricominciare, si cerca un nuovo leader, un nuovo ‘Bocia’, che nel frattempo ha ricevuto un altro Daspo di 8 anni per aver violato la precedente restrizione incontrando i gemellati di Terni prima della gara col Bari. Non tornerà in Curva in Primavera quindi, anche lui ha assistito impotente alla riunione nel celebre Covo di Campagnola che ha chiuso i battenti e messo la parola fine all’anima della Nord. Che ne sarà ora di striscioni e coreografie con la prima gara in Champions contro il Villarreal alle porte? Lunedì, alla vigilia europea, ne scopriremo di più grazie al comunicato ufficiale. Che getterà anche le basi per un nuovo direttivo. Per una nuova Nord.

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