Ritmo, duelli e gol: Mou ingabbia Gasp, la Roma ritrova Abraham e Zaniolo e strapazza un'Atalanta inerme

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Il primo tempo fra Atalanta e Roma è un inno al calcio moderno. Ritmi altissimi, infiniti duelli fisici, spazi strettissimi, scintille in campo (fra Smalling e Zapata) e fuori (fra Gasperini e i collaboratori di Mourinho), raddoppi, triplicature sui due centravanti, costretti a respingere gli avversari a suon di spallate ed ancate rendono i tre gol segnati quasi superflui. I secondi 45 invece li domina, mentalmente la Roma: l’Atalanta attacca senza pericolosità e i giallorossi ripartono sempre in maniera pericolosa e azzannano la partita. Finisce 4-1 per la Roma: Zaniolo illumina, Abraham domina, Mou è il solito grande motivatore e stravince il duello tattico e mentale con Gasperini.

IL PRIMO TEMPO - La partita inizia subito fortissimo. Al primo minuto (esattamente al 57esimo secondo), dopo un uno due con Zaniolo (il primo tocco del classe 99 di tacco), Abraham vince una serie di rimpalli e si infila di forza fra i difensori dell’Atalanta, poi scavalca Musso anche grazie a un tocco di Hateboer che fa impennare un pallone che si insacca morbido morbido alle spalle del portiere argentino. Seguono venti minuti a ritmo forsennato delle due squadre, con tanti duelli ma nessuna occasione. Attorno al ventesimo, però, l’Atalanta riesce a vincere la resistenza giallorossa per la prima volta, con due tiri dal limite di Djimsiti e Zapata che però non riescono a impensierire Rui Patricio. L’Atalanta riesce a schiacciare la Roma ma al 28’ viene sorpresa in contropiede. È ancora un tacco di Zaniolo a dare il là alla folata giallorossa: la palla arriva Mkhitariyan che aspetta il momento giusto per restituire il pallone al compagno, il quale prende il tempo a Djimsiti, difende il pallone di fisico e buca sul primo palo Musso. La reazione nerazzurra arriva subito con Toloi che, imboccato da un tocco vellutato di Ilicic, impegna Rui Patricio. Al 34’ Gasperini corre ai ripari, togliendo il difensore albanese e inserendo Luis Muriel. Al colombiano bastano dodici minuti per essere subito decisivo. Allo scadere del primo tempio calcia dalla distanza trovando una deviazione di Cristante che spiazza Rui Patricio: la lega assegna l’autogol al centrocampista della Roma.

IL SECONDO TEMPO - Dopo l’intervallo la partita riprende con un ritmo fisiologicamente più basso, come se le due squadre non riuscissero a scrollarsi di dosso del tutto quei 15 minuti di pausa. Per la Dea entra Malinovskyi per un inconcludente Ilicic. Proprio l’ucraino è l’unico a provarci, prima su punizione, poi con un tiro dalla distanza. Al 67’ l’Atalanta segna, su calcio d’angolo ma, dopo un breve colloquio col var, Irrati annulla tutto per posizione irregolare di Palomino che impedisce a Cristante di intervenire. È la sliding door della partita perché al 72’, su una splendida punizione di Veretout, Smalling allunga la gamba, anticipa tutti e segna il suo secondo gol consecutivo. Chiude i conti ancora Abraham, che servito ancora da Veretout, libera il suo destro, imparabile per Musso. Stravince la Roma, che va momentaneamente al quinto posto, a meno cinque dal Napoli e meno sei dall’Atalanta stessa, che torna a cinque lunghezze dalla vetta.

DOPO LA PARTITA RESTA SU CALCIOMERCATO.COM PER LEGGERE L'APPROFONDIMENTO DI MIMMO FERRETTI.​

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