Atalanta-Valencia bomba Covid, 1 spettatore su cinque con sintomi

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Roma, 9 nov. (askanews) - La partita di Champions league dello scorso 19 febbraio tra Atalanta e Valencia, disputata allo stadio di San Siro a Milano, è stata una vera "bomba" per la diffusione del Coronavirus nella provincia di Bergamo, tra le aree più colpite al mondo. A confermarlo un questionario realizzato dall'agenzia di data management Intwig, anticipato da Fanpage.it: oltre un quinto dei tifosi che erano presenti allo stadio San Siro svilupparono i sintomi del Covid-19. "È stata la tempesta perfetta, un evento così è difficile da replicare - spiega a Fanpage.it Aldo Cristadoro, fondatore e amministratore delegato di Intwig -: 36mila persone che si spostano tutte assieme da uno stesso luogo per assistere allo stesso evento". Tanti furono, infatti, i tifosi bergamaschi che, a causa di problemi di omologazione dello stadio Atleti Azzurri d'Italia, si dovettero recare nella vicina Milano per seguire la loro squadra del cuore nel 'sogno Champions'. Non c'è stata, infatti, solo la partita: il problema sono stati il viaggio da Bergamo a Milano in auto con gli amici o a bordo di pullman organizzati - "100-120 quelli che partirono" - ricorda Cristadoro - gli assembramenti pre-partita, gli spostamenti con la metro e paradossalmente anche i festeggiamenti dopo i tanti gol e la vittoria degli orobici (la partita fini' 4 a 1 per l'Atalanta). Spazi ristretti, tanti tifosi che parlano ad alta voce e scandiscono cori gridando sono, come si e' scoperto in seguito, il terreno ideale per la diffusione del Sars-Cov2.