Atp tennis, Appendino: "Giocheremo nostre carte fino in fondo"

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"Se qualcuno pensa di intimidirmi, si sbaglia di grosso. Avanti, più determinata di prima". Così, sui social, la sindaca di Torino Chiara Appendino ha commentato la busta sospetta che le è stata inviata in Comune con all’interno un congegno composto da una pila collegata con alcuni fili ad un sacchettino contenente della polvere e che secondo gli investigatori 'poteva esplodere'. "Grazie a tutte e tutti - ha detto la prima cittadina del capoluogo piemontese - per i messaggi di vicinanza e solidarietà". All'interno era presente "un congegno idoneo ad esplodere composto da una batteria collegata tramite un filo di rame ad un sacchetto contenente polvere pirica" hanno fatto sapere gli investigatori. Come mittente sulla lettera è indicata la 'Scuola Diaz' di Genova: l'indirizzo è stato scritto in stampatello su un foglio bianco attaccato alla busta. Gli artificieri della Polizia hanno poi lasciato Palazzo Civico dopo due ore di controlli, portando via la busta sospetta indirizzata alla sindaca.

"Se pensano di intimidirmi, si sbagliano"

"Se qualcuno pensa di intimidirmi, si sbaglia di grosso. Avanti, più determinata di prima". Così, sui social, la sindaca di Torino Chiara Appendino ha commentato la busta sospetta che le è stata inviata in Comune con all’interno un congegno composto da una pila collegata con alcuni fili ad un sacchettino contenente della polvere e che secondo gli investigatori 'poteva esplodere'. "Grazie a tutte e tutti - ha detto la prima cittadina del capoluogo piemontese - per i messaggi di vicinanza e solidarietà". All'interno era presente "un congegno idoneo ad esplodere composto da una batteria collegata tramite un filo di rame ad un sacchetto contenente polvere pirica" hanno fatto sapere gli investigatori. Come mittente sulla lettera è indicata la 'Scuola Diaz' di Genova: l'indirizzo è stato scritto in stampatello su un foglio bianco attaccato alla busta. Gli artificieri della Polizia hanno poi lasciato Palazzo Civico dopo due ore di controlli, portando via la busta sospetta indirizzata alla sindaca.

"C'è stato un grandissimo sostegno trasversale e questo ha reso la candidatura più forte, è stato un gioco di squadra e quando si riesce a fare squadra i risultati si raggiungono. Adesso ci giochiamo le ultime carte e questa città, per quello che rappresenta e che è, se le giocherà fino in fondo". Lo dice la sindaca di Torino, Chiara Appendino, all'indomani del via libera al decreto ministeriale che ha sbloccato le garanzie finanziarie di 78 milioni di euro necessarie per portare avanti la candidatura di Torino alle Atp Finals di tennis.  

"Abbiamo fatto uno sforzo pazzesco e finalmente siamo rientrati in tutti i sensi a combattere con altre città per ottenere questo importante evento", evidenzia Appendino, ricordando che insieme a Torino sono ancora in lizza Londra, Manchester, Tokyo e Singapore. "Siamo riusciti a essere credibili per entrare nella short list, ma la seconda fase era la più critica perché mancava l'elemento fondamentale delle garanzie finanziarie. E' stato fatto un percorso anche faticoso con il governo, che alla fine ci ha ascoltato e ha compreso. Anzi, è stato fondamentale per farci rientrare in partita e lo voglio ringraziare", prosegue Appendino.  

"Siamo tornati con grande forza a essere candidati, ci vorrà ancora un po' di tempo ma noi faremo tutto il possibile fino all'ultimo giorno per far sì che questa città possa raccogliere gli effetti delle Atp Finals. E' dura perché ci sono avversari forti, ma continueremo a fare la nostra parte e adesso ci giochiamo le ultime carte fino in fondo". La sindaca di Torino si toglie anche un sassolino dalla scarpa: "C'era chi diceva che non saremmo entrati nemmeno nelle 5 finaliste, che non ce l'avremmo fatta. Io invece credo che abbiamo le carte in regola".  

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