Nizza, killer arrivato giorno prima attacco

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Brahim Aouissaoui, il 21enne tunisino responsabile dell'attacco di Nizza, era arrivato nella città francese mercoledì in treno da Parigi. Secondo quanto riferito dal procuratore antiterrorismo francese, Jean-Francois Ricard, il giovane, che aveva con sé un documento della Croce rossa italiana, è stato ripreso dalle telecamere a circuito chiuso della stazione di Nizza, dove si è cambiato ieri mattina prima di raggiungere la chiesa di Notre Dame, a 400 metri di distanza, e di compiere l'attacco.

Originario del villaggio di Sidi Omar Bouhajla, poi trasferitosi con la famiglia a Sfax, Aouissaoui era arrivato a bordo di un barchino a Lampedusa il 20 settembre scorso. Trasferito sulla nave Rapsody dove aveva fatto la quarantena, era sbarcato a Bari l'8 ottobre.

Nel frattempo la polizia francese ha diffuso una foto del killer ferito nella chiesa di Notre Dame di Nizza, dove ieri ha ucciso tre persone. L'agenzia Backgrid ha pubblicato un'immagine, avuta dalla polizia, che mostra il 21enne tunisino per terra, ammanettato dietro la schiena, in boxer, assistito da una paramedica dopo essere stato ferito dalla polizia. Il giovane ha una fasciatura sulla spalla e sul braccio destro e sulla coscia sinistra.

Le autorità francesi hanno inoltre arrestato un uomo di 47 anni nell'ambito delle indagini sull'attacco a Nizza. Lo ha appreso 'Bfmtv' da una fonte della polizia. L'uomo è sospettato di avere avuto contatti con il killer il giorno prima dell'attacco. Secondo alcune fonti, l'uomo fermato ieri sera alle 21.50 a Nizza per presunti contatti con l'attentatore, avrebbe fornito al 21enne tunisino un telefono.

Una donna brasiliana è tra le tre vittime. Lo ha confermato il governo del Paese sudamericano. "Dite ai miei figli che li amo", ha detto la donna, sui 40 anni, prima di morire, secondo quanto riferito dalla tv francese 'Bfmtv'. Le altre vittime sono un uomo di 45 anni, padre di due ragazze, che era il sacrestano della cattedrale di Notre Dame e una donna sui 60 anni.

"Non siamo in guerra contro una religione, ma contro un'ideologia, l'ideologia islamista". Lo ha dichiarato in un'intervista a 'Rtl' il ministro dell'Interno francese, Gérald Darmanin, all'indomani dell'attacco a Nizza. "Siamo in guerra contro un nemico che è sia interno che esterno", ha commentato il ministro prima di ammonire i francesi: "Quando si è in guerra, si deve comprendere che ci sono stati e ci saranno altri fatti come questo attentato ignobile".