Auto contro scolari: un morto e cinque feriti

Auto contro scolari: un morto e cinque feriti
Auto contro scolari: un morto e cinque feriti

Torna la paura in Inghilterra dopo l’attacco al London Bridge, dove venerdì Usman Khan, ex detenuto jihadista in libertà vigilata, ha ucciso a coltellate due giovani e ha ferito altre tre persone prima di essere freddato sul London Bridge da un agente. Nell’Essex, nella località di Loughton, nel pomeriggio del 2 dicembre un bambino di 12 anni è rimasto ucciso e altri 4 ragazzi e una donna 53enne feriti dopo essere stati investiti da un'utilitaria il cui guidatore si è poi dato alla fuga. L’episodio è accaduto davanti a una scuola secondaria, la Debden Park High School.

La Essex Police indica la pista di "un atto deliberato". Lo ha detto ai media la sovrintendente capo Tracey Harman, precisando che gli investigatori cercano un sospetto di 51 anni, Terry Glover. Nessuna ipotesi di movente terroristico, comunque, al momento.

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VIDEO - Londra, l’attacco al London Bridge

La preside della scuola, Helen Gascoyne, ha confermato in serata che il 12enne era un allievo dell'istituto: "Come scuola e come comunità siamo sconvolti", ha scritto Gascoyne, confermando "la triste notizia" della morte del ragazzino, spirato in ospedale a causa delle lesioni riportate nell'impatto. "I nostri pensieri sono con la sua famiglia e con tutte le persone coinvolte", ha proseguito la preside, precisando che l'istituto sta collaborando con la polizia e che domani si farà lezione normalmente, ma con la presenza di consulenti psicologi a disposizione della comunità.

Gli altri feriti, la cui vita non è considerata in pericolo dai medici, sono tre studenti maschi fra i 13 e i 15 anni e una ragazza di 16, oltre a una donna adulta."E' stato un incidente davvero scioccante - ha detto il capo ispettore locale Rob Kirby - e la nostra più profonda solidarietà va a tutti coloro che sono stati coinvolti". "Rivolgo un appello urgente a chiunque abbia informazioni o sia in possesso di immagini video o abbia visto qualcosa sui social media a chiamarci" ai numeri di emergenza, ha concluso.

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