Bagnaia: "In MotoGP sei molto di più sulla bocca di tutti"

Matteo Nugnes
motorsport.com

Pecco Bagnaia è nato in Piemonte, ma ormai a Misano si sente a casa. Da quando è entrato a fa parte dell'Academy di Valentino Rossi, il campione del mondo uscente della Moto2 vive ad una decina di chilometri dal circuito intitolato a Marco Simoncelli.

Per lui quindi è a tutti gli effetti la gara "di casa", quindi il pilota della Ducati Pramac la sente particolarmente e spera di riuscire a regalare una soddisfazione ai tanti amici che ci saranno sugli spalti, magari portando la sua Desmosedici GP nella top 10. Con la speranza che la pista piano piano possa iniziare ad offrire un grip migliore di quello trovato nei test di fine agosto.

"E' sempre bello qui, poi arrivarci in MotoGP farà più effetto sicuramente. Abbiamo fatto i test qui, abbiamo fatto tanti giri ed è stato positivo, perché abbiamo capito diverse cose. Però vediamo, perché ai test c'era davvero poco grip: hanno fatto un lavoro sull'asfalto mirato a dare più grip, ma hanno tolto la gomma, quindi ci vorrà un po' di tempo. Vedremo come andrà in questi giorni" ha detto Pecco.

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Se nel corso del weekend aumenta il grip, è meglio o peggi per la Ducati?
"Per noi è tanto meglio. Già noi ne abbiamo poco, quindi se si ci mette di mezzo anche l'asfalto si fa più fatica. Ma il grip arriverà sicuramente".

L'anno scorso qui avevi vinto, che aspettative hai per quest'anno?
"L'anno scorso ho fatto pole e vittoria, non male. Quest'anno sarà difficile ripetermi (ride). Come nelle ultime gare, l'obiettivo sarà cercare di fare la top 10 sia in qualifica che in gara. In Austria eravamo stati molto forti ed era stato un bel weekend, poi a Silverstone ho sofferto una condizione di grip molto particolare, perché sentivo di averne troppo poco rispetto a quando avrei dovuto averne. Però tutto sommato sono riuscito a finire 11esimo. Ai test poi ho lavorato soprattutto per avere più grip dietro e per certi aspetti lo abbiamo migliorato".

Nei test di Misano quindi avevi ritrovato lo stesso problema di Silverstone?
"Qui si era quasi anche accentuato. Però a Silverstone parlavano tutti del gran grip dell'asfalto. Io ho avuto un buon grip fino alla FP4, poi dalla qualifica ho fatto una gran fatica: in qualifica sono andato addirittura più piano della FP3 ed è una cosa che di solito non succede mai. Poi anche in gara ho sofferto molto il fatto di non avere trazione e non avere grip dietro".

Ma è vero che per i piloti italiani la gara di casa si sente molto di più?
"E' assolutamente vero. I piloti di altre nazionalità la sentono meno questa cosa, ma viene soprattutto dai fan e dai tifosi che danno molta carica e molta spinta. Poi sono piste che conosciamo bene, soprattutto questa, perché ci giriamo veramente tanto con l'Academy, quindi partiamo sicuramente un po' più avvantaggiati. Giriamo con moto e gomme diverse, ma è una pista su cui passiamo tanto tempo durante l'anno, ma la differenza più grande è la spinta che ci danno gli italiani. Quando senti il boato che si alza quando sei sulla griglia e dicono il tuo nome, fa un certo effetto".

A livello di impegni, quando è cambiata la mole di lavoro rispetto alla Moto2?
"In MotoGP è tutto organizzato meglio, perché alla fine in Moto2 un debrief così lo avremmo diviso in 5 o 6 interviste e sarebbe stato tutto più lungo. Così invece è più veloce, più immediato ed ha più tempo per lavorare al box, che è la cosa più importante in MotoGP. Si passano dalle tre alle quattro ore a lavorare al box studiando i dati".

E si sente una pressione diversa nella gara di casa in MotoGP?
"Sicuramente arrivare in MotoGP fa un altro effetto, però forse avevo più seguito l'anno scorso quando vincevo. Poi è chiaro che se in MotoGP riesci a fare un risultato ne parlano tutti, perché è tutta un'altra vetrina. Diciamo che sei molto di più sulla bocca di tutti: si aspettano tutti tanto da te e devi vincere per forza, altrimenti ti screditano tutti. L'importante è non pensarci e fare il tuo, perché ognuno ci mette il proprio tempo ad arrivare".

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