Barcellona e il problema Coutinho: può partire in prestito, ma l'ingaggio blocca tutto

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Che fine ha fatto la piovra capace di nascondere il pallone agli avversari nel celebre spot che l'ha visto protagonista? Che fine ha fatto il fantasista capace di spostare gli equilibri con la maglia del Liverpool ormai 3 anni fa? Che fine ha fatto quel giocatore per cui il Barcellona spese ben 135 milioni di euro per portarlo in Catalogna? Philippe Coutinho, dopo un anno di prestito al Bayern Monaco (condizionato dal primo lockdown Covid) e un'ultima annata con solo 14 presenze e 3 gol all'attivo alla corte di Ronald Koeman, è tornato a guardare al futuro che si sta aprendo davanti a sé con un grosso punto di domanda e la necessità, ancora una volta, di trovare una soluzione dal mercato.

SI' AL PRESTITO - Con il Barcellona ha un contratto ancora lungo, in scadenza il 30 giugno 2023 che agevola, da un lato, le possibilità di uscita dal club catalano. Sì perché dal presidente Laporta è arrivata l'apertura a un addio in prestito, anche con l'inserimento di un diritto di riscatto e senza che il club debba toccare gli attuali accordi contrattuali.

L'INGAGGIO BLOCCA TUTTO - Secondo la stampa catalana sul tavolo del suo agente sono arrivate già tre proposte, di cui una dell'Inter che fu il primo club a puntare su di lui portandolo in Italia dal Brasile appena 18enne. In passato anche la Juventus ha pensato a lui, ma tutte queste idee che però si stampano contro una realtà insostenibile per tutti o quasi i top club e che blocca ogni idea futura. La realtà del suo ingaggio, da oltre 12 milioni di euro annui, che nessuno è disposto a pagare al 100%. Coutinho medita e ha davanti a sé soltanto due strade: la prima porta a un Barcellona che partecipi al pagamento di parte del suo ingaggio a favore del club in cui andrà a giocare in prestito; la seconda porta ad un minimo rinnovo di contratto col Barcellona per abbassare o spalmare il suo stipendio e agevolare quindi i club che lo vorrebbero prelevare in prestito, magari anche pluriennale. Solo così il fantasista brasiliano potrà tornare a rispondere "È ancora qui" alle domande sul "che fine ha fatto il suo talento".

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