Barcellona-Juventus 0-0: 'Madama' fa muro e vola in semifinale

La Juventus esce indenne dal Camp Nou, elimina il Barcellona e stacca il 'pass' per le semifinali di Champions.

“Se sognare un po' è pericoloso, il rimedio non è sognare di meno ma sognare di più, sognare tutto il tempo” . Parola del sommo Marcel Proust. E la Juventus , dopo aver ottenuto il passaggio in semifinale di Champions League passando da Barcellona , non può non pensare in grande. Ancora tre sfide per arrivare alla finalissima di Cardiff, con la netta sensazione che i bianconeri abbiano raggiunto la maturità necessaria per imporsi nell'Europa che conta.

Luis Enrique chiude difatti un ciclo. Massimiliano Allegri, superando finalmente i blaugrana nella fase ad eliminazione diretta, s'avvia ad aprirne uno. Destini incrociati, porte scorrevoli, Berlino 2015 è solamente un ricordo; in Germania la compagine catalana dettava legge, imponendo un gioco sublime messo in moto da individualità prestigiose. L'attualità, invece, offre un nuovo capitolo: pancia piena, poco feeling con un tecnico alla porta e campagna acquisti errata. Questi, tra gli altri, gli ingredienti che hanno portato Messi e compagni a subire una lenta ma progressiva regressione. Difficile saltare l'ostacolo Juventus, giunto ad un picco di crescita vertiginoso, pronto a battagliare con chi pescherà venerdì dall'urna di Nyon per accarezzare la gloria eterna.

Barcellona in scena al Camp Nou, rispetto al match dello Stadium, con un altro sistema di gioco: 4-3-3. Ter Stegen tra i pali; Sergi Roberto, Piqué, Umtiti e Jordy Alba in difesa; Rakitic, Busquets e Iniesta a centrocampo, Messi, Neymar e Suarez in attacco. Juventus, visto quanto prodotto tra le mura amiche, di pura continuità siglata 4-2-3-1. Buffon in porta; l'ex Dani Alves, Bonucci, Chiellini e Alex Sandro nel pacchetto arretrato; Khedira e Pjanic in mezzo al campo; Cuadrado, Dybala e Mandzukic alle spalle di Higuain.

Clima infuocato sugli spalti, circa 4.500 tifosi juventini a farsi sentire dal settore ospiti, speaker a dare il bentornato a Dani Alves, rimasto nel cuore – a suon di titoli – del popolo blaugrana. Juventus di personalità nei primi minuti, per nulla intimorita dal calore locale. Higuain a spaventare Ter Stegen, Rakitic alto dalla distanza, Messi a divorarsi un goal clamoroso. La pressione del Barcellona cresce con il trascorrere dei minuti, senza trovare il sussulto. A fare da contorno, qualche contrasto acceso. Nella ripresa è Cuadrado ad intimorire i blaugrana, dall'altra parte Messi – qualche volta con poca lucidità – a cercare ripetutamente il guizzo vincente. Khedira, diffidato, salterà la semifinale d'andata. Triplice fischio e notte memorabile per il popolo bianconero.

I MIGLIORI

BARCELLONA: NEYMAR

Il fuoriclasse brasiliano, palesando lampi di classe qua e là, dimostra di essere di un'altra categoria.

JUVENTUS: PJANIC

Il radar bosniaco, da quando la Vecchia Signora veste 4-2-3-1, difficilmente sbaglia prestazione: monumentale.

I PEGGIORI

BARCELLONA: SUAREZ

Messi inventa, Neymar ci prova, Suarez – come all'andata – si rivela impalpabile.

JUVENTUS: HIGUAIN

Da uno come il Pipita ci si aspetta sempre molto e, come nel caso di Suarez, può e deve fare decisamente meglio.

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