A Barcellona non c'è spazio per Kessie: solo 37' in campo finora, Xavi non è Pioli

L'anno calcistico è iniziato da meno di un mese ed è ancora presto per i verdetti definitivi, soprattutto in una stagione particolare come la prima nella storia con il Mondiale disputato in inverno. Probabilmente però Franck Kessie si aspettava ben altro inizio con la maglia del Barcellona, quando ha deciso di firmare con i blaugrana da svincolato, abbandonando a zero il Milan con cui aveva vinto il campionato da vero protagonista.

LA CONCORRENZA E I SOLI 37' IN CAMPO - Il fatto che i catalani lo avessero richiesto e voluto con tanto ardore faceva presupporre che l'ivoriano sarebbe stato attore principale nel nuovo corso di Xavi. Certo, non da titolare inamovibile, vedendo la concorrenza di colleghi di reparto a centrocampo come Sergio Busquets, Gavi, Pedri ma anche Frankie de Jong e al momento addirittura Miralem Pjanic, in uscita verso gli Emirati Arabi Uniti: però il classe 1996 meriterebbe almeno di entrare nelle rotazioni. Cosa che fino a questo momento non è avvenuta: Kessie ha racimolato la miseria di 37 minuti in 3 presenze in campo, sulle 5 possibili in campionato, in attesa della Champions.

LA QUINTA SCELTA, LE CONTROVERSIE PER IL TESSERAMENTO E L'IPOTESI RITORNO - Altro che clima da Milanello. Il Presidente, che in Spagna percepisce 7 milioni di euro all'anno, è finito in fondo alle gerarchie, per ora, dato che è la quinta scelta di Xavi, il quale ha sempre privilegiato la tecnica al fisico; non un principio di avventura facile, per usare un eufemismo, visti anche i problemi e le controversie per il suo tesseramento ad opera di un club che è riuscito comunque a fare la voce grossa sul mercato, nonostante i tanti problemi economici che hanno portato alla protesta di parecchie tifoserie del campionato spagnolo, le quali imputano al presidente Tebas l'impunità dei catalani. Si era anche parlato, prematuramente, di un possibile ritorno in Italia, con la Juve interessata e il Milan che non l'ha mai realmente sostituito.

I PROBLEMI TATTICI E LA DIFFERENZA TRA XAVI E PIOLI - Kessie però non è uno che molla e proverà a ritagliarsi il suo spazio, per mostrare quello che vale. Sempre che gli venga permesso: Pioli lo utilizzava a piacimento come mediano di rottura e come trequartista, a Barcellona deve integrarsi tatticamente in una disposizione a 3, nella quale aveva recitato alla grande nella sua esperienza a Bergamo. La difficoltà di ambientamento e adattamento era da mettere in conto: tra qualche tempo sapremo se la scelta di lasciare il rossonero e l'Italia è stata quella giusta.

@AleDigio89