Barcellona-Real in campo per il primato e la politica

Adx/Int2

Roma, 18 dic. (askanews) - Quattromila agenti schierati, squadre nello stesso hotel a breve distanza dallo stadio, entrambe dirette al Camp Nou nello stesso momento (due ore prima fortunatamente senza incidenti) così da aver organizzato un solo viaggio per la scorta. E' il Clasico numero 276 (179 in campionato) tra Barcellona e Real, il più politico di tutti, rinviato lo scorso 26 ottobre a causa delle tensioni in Catalogna. La condanna di nove indipendentisti catalani, infatti, causò sommosse ed incidenti oltre al rinvio della partita e le speciali misure di sicurezza adottate.

Le proteste di ottobre furono organizzate principalmente dal gruppo indipendentista catalano "Tsunami Democratic", che per il classico di stasera ha radunato dalle prime ore del pomeriggio oltre 20 mila persone all'esterno del Camp Nou per un'altra manifestazione a sostegno della causa catalana. Inizialmente si era pensato di invertire il calendario, giocando l'andata al Bernabeu, ipotesi respinta dal Real. Poi il problema è stata la data con la decisione di giocare in infrasettimanale: oggi. Ma non solo politica. C'è una leadership da conquistare: catalani e madridisti sono appaiati in vetta alla classifica a quota 35 punti: chi vince può dare un primo piccolo strappo al campionato.

Alla vigilia toni concilianti dai due tecnici. "La gente vuole solo vedere una partita di calcio, il resto non mi interessa. E devo parlare solo di pallone, il mio mestiere mi impone questo. Viviamo per giocare partite così" ha detto Zidane. "Il calcio deve unire, non separare. Noi pensiamo solo ai 90' del campo" gli fa eco Valverde.

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