Barella a DAZN: "Sogno di vincere Scudetto e Mondiali"

Barella si racconta a DAZN: "Volevo giocare in una delle squadre migliori d'Europa, con l'Inter ci sono riuscito. Ho rifiutato offerte più ricche".
Barella si racconta a DAZN: "Volevo giocare in una delle squadre migliori d'Europa, con l'Inter ci sono riuscito. Ho rifiutato offerte più ricche".

Dopo un inizio di stagione complicato, Nicolò Barella ora è punto fermo dell'Inter di Conte e alla vigilia della trasferta di Torino racconta alcuni retroscena sul trasferimento in nerazzurro.

Barella a 'DAZN' confessa di aver fortemente voluto l'Inter, tanto da rifiutare offerte più vantaggiose a livello economico.

"Sono state dette tante cose che mi hanno ferito quando ho lasciato Cagliari, alcuni tifosi ci sono rimasti male perché non mi sono esposto, ma questo è il calciomercato: ci sono società, giocatori e procuratori di mezzo, non potevo parlare. Ho rifiutato offerte dove avrei potuto guadagnare di più, ma questo la gente non lo sa. Ho scelto l’Inter per crescere, perché qui c’è un allenatore che reputo tra i migliori al mondo e con lui posso farlo".

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Il centrocampista sardo ha coronato già molti dei sogni che aveva da bambino.

"Avrò avuto 11 anni, in realtà erano dei sogni che poi sono diventati obiettivi, come quello di diventare calciatore, di esordire in A con la maglia del Cagliari, di indossare la fascia di capitano. E poi avevo scritto anche il sogno di giocare per una delle più grandi squadre d’Europa, penso che firmando per l’Inter ci sono riuscito. La Nazionale neanche c’era, ancora non pensavo così tanto in grande”.

Ora però Barella non vuole smettere di sognare, sia con l'Inter che con l'azzurro dell'Italia.

"Altri sogni? Ne dico due, uno è a breve termine, vincere uno Scudetto. L’altro invece è a lungo termine, vincere un Mondiale”.

Barella non vive certo per il goal, anzi, ma non nasconde come quello realizzato contro il Verona sia stato una liberazione.

"Penso ancora che recuperare un pallone in tackle sia più bello di segnare un goal, anche se il goal col Verona devo dire che mi è piaciuto… Lo aspettavo da tanto, dopo quello contro lo Slavia Praga in Champions non ho potuto esultare come volevo perché la partita era difficile. E’ stata una liberazione".

Infine il centrocampista spiega le difficoltà incontrate nei suoi primi mesi all'Inter.

"Venivo dal Cagliari, da casa mia, tutti mi volevano bene lì. Andarsene è stato uno step complicato, anche perché sono arrivato in una squadra di campioni dove tutti volevano guadagnarsi il posto. Vogliamo costruire qualcosa di importante, ma ora non è il momento di guardare la classifica: lo vedremo alla fine se questo unico punto che ci divide dalla Juve è veritiero. Siamo solo all’inizio”.

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