Barella delude con l'Austria ma resta imprescindibile per l'Italia e per l'Inter. Il rinnovo...

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Dopo gli acquisti di Calhanoglu e Cordaz e la cessione di Hakimi, l’Inter deve iniziare a pensare a blindare i suoi pezzi pregiati. Uno di questi è sicuramente Barella, deludente ieri contro l’Austria, ma fondamentale per l’Italia tanto quanto per l’Inter. Dopo l’Europeo, la priorità dei nerazzurri deve essere quella di offrirgli un contratto degno dell’apporto che ha dimostrato di poter dare in questi due anni.

IN DIFFICOLTÀ - Quella di ieri può tranquillamente essere tacciata come una delle rare volte in cui Barella, in questa stagione, ha sbagliato una partita. La sua prestazione contro l’Austria è stata insufficiente, condizionata certamente dal giallo ricevuto per proteste, uno dei soliti difetti che spesso gli vengono attribuiti, ma anche dall’impostazione tattica con cui il CT austriaco Marco Foda ha messo in grande difficoltà gli Azzurri. In una partita come quella di ieri, forse, sarebbe stato più utile un palleggiatore come Locatelli, per fronteggiare il pressing a tutto campo di impronta nagelsmanniana che ha caratterizzato la prestazione dell’Austria, così come la maggior freschezza fisica di Pessina rispetto a Verratti ha fatto la differenza a lungo andare. Mancini ha cambiato in tempo e i due subentrati hanno ribaltato l’andazzo della partita, mettendo anche in dubbio l’intoccabilità delle due mezze ali titolari.

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IRRINUNCIABILE - Intanto, Barella è arrivato alla sua 26esima partita senza sconfitte in nazionale. Tradotto: è fondamentale anche per l’Italia ed ora che arrivano finalmente le grandi avversarie, dal diverso spessore tecnico rispetto a quelle affrontate finora, lo sarà ancora di più. La sua grinta e la sua intensità torneranno utilissime per asfissiare i top player delle altre nazionali, e i suoi inserimenti saranno di nuovo preziosi per agitare le acque delle loro difese. Tutto questo, però, sarà possibile a patto che recuperi quella freschezza che nel suo ruolo è di vitale importanza e, soprattutto, che non ricaschi in ammonizioni stupide e sicuramente evitabili che frenino l’aggressività che contraddistingue il suo gioco.

STAKANOVISTA CON L’INTER - Una delle spiegazioni della brutta prestazione di ieri è sicuramente la stagione interminabile da cui viene Barella, che i ritmi imposti da Conte hanno reso ancora più stremante. In nerazzurro, infatti, ha giocato 46 partite fra Serie A, Coppa Italia e Champions League, di cui 41 da titolare e 5 da subentrato, impreziosite da 3 gol e, soprattutto, 14 assist. Ne ha saltate solo due, una per squalifica e una, all’ultima giornata con lo scudetto già ampiamente assegnato, per turnover. In parte aveva anche risolto il problema delle ammonizioni (solo 8, 7 in meno della stagione precedente). Per questo le sue difficoltà con l’Austria sono più che comprensibili.

LA QUESTIONE RINNOVO – Ora Barella è concentratissimo sull’Europeo, ma poi ci sarà da discutere il rinnovo con l’Inter. Il suo contratto è in scadenza nel 2024 ma, per blindarlo, è assolutamente necessario un adeguamento. Ad oggi, infatti, Barella guadagna 2,5 milioni, solo la metà del nuovo acquisto Calhanoglu. Se l’Inter vorrà eleggerlo a simbolo del nuovo corso, a leader tecnico ed emotivo del presente e del futuro, investendolo della fascia da capitano, dovrà offrirgli un contratto all’altezza del ruolo. Lui, però, da parte sua, dovrà eliminare quel piccolo grande difetto e imparare a non protestare con quella veemenza con cui lo fa di solito. I dettagli, soprattutto se vuoi essere un leader, sono spesso fondamentali. Ieri, ad esempio, hanno rischiato di essere fatali.      

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