Barella: “Spagnoli molto forti, ma noi con mentalità vincente”

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Roma, 4 lug. (askanews) - Ventiquattro anni compiuti a febbraio, uno Scudetto cucito sul petto in questa stagione e contro il Belgio è arrivato anche il suo sesto sigillo in maglia azzurra, il primo in questo Europeo. Nicolò Barella è ormai un punto fermo nello scacchiere tattico del Ct Mancini, in quel centrocampo italiano così tanto apprezzato anche fuori dai confini nazionali: "È bello ricevere così tanti complimenti - sottolinea Barella nella consueta conferenza stampa tenuta al Media Centre di Coverciano - perché a centrocampo svolgiamo un lavoro importante per la squadra, ma come abbiamo già evidenziato altre volte, la vera forza di questa Italia è il gruppo".

La maturità sul terreno di gioco del centrocampista dell'Inter è evidente e ha radici lontane ("Mi sono sempre piaciute le responsabilità, fin da quando ho iniziato a giocare") e due giorni fa a Monaco di Baviera la sua rete ha aperto il confronto dei Quarti di finale contro il Belgio: "Segnare è sempre emozionante, e farlo all'Europeo è ancora più bello. L'atmosfera al termine della gara era però surreale: difficile pensare di non poter festeggiare per un risultato così prestigioso, ma quello che è successo a Spinazzola, il migliore di noi fino a questo momento, ci ha toccato. Lukaku? Con lui ho vissuto due stagioni che ci hanno visto crescere come calciatori e come amici, e sono sicuro che in futuro potrà togliersi altre soddisfazioni".

Adesso, sul percorso che conduce alla finale di Uefa Euro 2020, il prossimo ostacolo si chiama Spagna. Un avversario già affrontato in altre occasioni, compreso il precedente dell'Europeo Under 21 disputato in casa nel 2019, quando la gara terminò 3-1 per glI Azzurrini: "Facemmo una grande partita, era la squadra migliore del torneo e vincemmo in rimonta. Purtroppo però poi siamo siamo usciti nel girone per la sfida persa contro la Polonia".

"La Spagna in passato ha avuto grandissimi campioni, che hanno ispirato non solo me, ma anche tanti miei colleghi. Busquet, Koke e Pedri, solo per citarne alcuni: gli Iberici possono contare su grandi calciatori anche oggi e martedì sera sarà una gara complicata. Il Mister ci ha inculcato una mentalità vincente e vogliamo tenere sempre il pallino del gioco: credo quindi che si sfideranno due squadre molto simili".

Nato a Cagliari, cresciuto calcisticamente nella società rossoblù, per Barella rappresentare la Sardegna "è un vanto". E tra gli idoli della sua terra è impossibile non pensare a Gigi Riva, leggenda e simbolo del club sardo: "È un mito irraggiungibile. Spero di avvicinarmi anche in minima parte a quello che ha fatto e di rendere la mia terra orgogliosa per quello che saprò fare".

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