Basket, Milano umiliata nei playoff: quando avere una corazzata non basta

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Pianigiani e Jerrells: si capiranno davvero? (Photo by Emanuele Cremaschi/Getty Images)
Pianigiani e Jerrells: si capiranno davvero? (Photo by Emanuele Cremaschi/Getty Images)

La AX Armani Exchange Olimpia Milano è nata come squadra da battere nel campionato italiano, e come squadra competitiva per l'EuroLeague. La stagione 2018/2019, sempre con il mattatore di Siena Simone Pianigiani in panchina, doveva essere quella buona per sbaragliare il campo, anche dalle critiche. E invece...

L'Olimpia è diventata la barzelletta di sè stessa. Dopo l'eliminazione in Coppa Italia e l'eliminazione in EuroLeague, ora rischia anche di finire prematuramente i playoff scudetto. La serie con Avellino, team finito all'8° posto nella regular season, è sul 2-1 per i campani. Un passo falso significa uscire dal campionato dopo aver vinto 23 partite su 30.

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La pallacanestro è meravigliosa e imprevedibile, ma a Milano c'è qualcosa che non quadra più o meno ogni anno. Le delusioni sono costanti, come lo è la motivazione minuscola di un team che sostanzialmente non ha un briciolo di coesione. Giorgio Armani, il benefattore che ha praticamente salvato la squadra dal fallimento, ci sta mettendo soldi ogni anno. Sempre di più. Nella storia del basket italiano sta diventando uno degli sponsor (e proprietari) più longevi, nonostante venga preso a pesci in faccia da squadre che hanno un budget piccolissimo rispetto a quello messo in campo da lui.

Avellino ha vinto gara 3 con un punteggio di 69-62, numeri che fanno capire una qualità del gioco al ribasso. Milano è condannata a vincere le due potenziali gare restanti, se vuole avere speranza di aggiungere un altro scudetto in bacheca. Ma indipendentemente dal risultato finale mancano energia, motivazione, forse anche interesse di principio.

Con una squadra composta da Tarczewski, Brooks, Micov, Nedović, James, Jerrells, Burns, Kuzminskas, Nunnally, Della Valle, Cinciarini, Omic, Gudaitis e Fontecchio ci si aspettava un dominio in stile Juventus: scioltezza in campionato, nervi saldi nei playoff e qualificazione nella top 8 in EuroLeague.

A condannare la squadra sono sempre le piccole, anche in EuroLeague, come se fosse importante giocare solamente contro il CSKA di Mosca, e il resto delle partite puntare a trotterellare in attesa di un canestro. Milano è riuscita a trasformare Filloy (maggior marcatore di Avellino in Gara-3) in LeBron James.

Nel caso Milano riuscisse a trovare il bandolo della matassa e a superare la Sidigas Avellino, troverebbe in semifinale il Banco di Sardegna Sassari di Pozzecco, che è sinonimo di energia pura. Forse è arrivato il momento, per Milano, di ricordarsi che con il nome e il budget, da soli, non si vincono i trofei.

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