Bayern, Rummenigge spaventa la Juventus: "Chi vorrei? Penso a Dybala..."

Quello dell'attaccante della Juventus Paulo Dybala è un profilo che piace sempre più ai grandi club europei, e anche Karl-Heinze Rummenigge, Direttore amministrativo del Bayern Monaco, intervistato in esclusiva da 'Il Corriere dello Sport', ammette apertamente che l'argentino è uno dei nomi che in assoluto lo stuzzica maggiormente

"Chi mi piacerebbe portare al Bayern? Ci sono parecchi giocatori bravi nelle diverse società. - ha dichiarato l'ex attaccante dell'Inter - Penso a uno come Dybala che gioca nella Juve, o altri. Ce ne sono tanti adesso".

"Il problema - ha aggiunto Kalle - è che nessun giocatore bravo viene venduto. O si spara un prezzo fuori dal normale, o non viene venduto. Quindi giocatori bravi oggi né da noi, né nella Juve, né nel Real, né nel Barcellona vengono venduti anche se le offerte sono grandi. Questa è la grande differenza tra oggi e quando giocavo io a pallone. Lì c’era sempre un prezzo raggiungibile".

Intanto i tedeschi si godono Carlo Ancelotti: "Si trova molto bene. - ha assicurato Rummenigge - E’ diventato un mio amico. Perché mi piace il suo modo di gestire la squadra, ma mi piace anche il suo modo di vivere la vita privata".

"E’ sempre tranquillo, anche quando la squadra non ha giocato bene, non ha fatto un risultato buono, Carlo rimane tranquillo e questo mi piace perché è anche un po’ il modo mio di intendere il calcio e non solo. Bisogna avere pazienza nella vita. E lui avrà pazienza sempre".

Il discorso si sposta poi sulla Champions, dove, secondo Rummenigge, i bianconeri se la giocheranno alla pari con il Barcellona: "Negli ultimi tre anni hanno vinto le squadre spagnole. - ha ricordato - Io credo che quest’anno sarà forse la più dura Champions League da vincere di tutti i tempi, perché a parte forse il Leicester che a sorpresa è andato ai quarti, tutte le altre sono in grado di vincerla".

"Quindi - ha proseguito Rummenigge - difficilmente si può dire adesso chi è la grande favorita. Io credo che la Juve sia una squadra quest’anno molto forte e quindi non sono convinto che passerà il Barcellona".

Karl-Heinz Rummenigge 08062016

Sempre in ottica Champions, Rummenigge sostiene l'introduzione delle teste di serie per evitare che le squadre più forti possano scontrarsi fra loro e uscire troppo presto. "E’ un problema che ho posto l’anno scorso, - ha confermato - quando abbiamo giocato gli ottavi contro la Juve. Fortunatamente siamo passati noi, perché mancava un minuto o due alla fine e, se il risultato non fosse cambiato proprio in extremis, sarebbe uscita la nostra società". 

"Bisogna pensare di fare delle teste di serie, come nell’hockey su ghiaccio, nel tennis. - ha sostenuto il dirigente del Bayern - In qualsiasi sport vengono fatte le teste di serie, invece nel calcio no. Forse perché il calcio è qualcosa di speciale. E, specie nella cultura anglosassone, si vuole che possa accadere il miracolo, che la piccola possa arrivare in cima".

Infine sulle idee di riforma del calcio mondiale nella FIFA, con l'avvento alla presidenza di Gianni Infantino: "La FIFA da qualche tempo secondo me è sulla via sbagliata. - ha detto l'ex attaccante dell'Inter - Perché si occupa troppo delle politiche e delle finanze e troppo poco del calcio giocato. Ed è un errore anche l’ultima mossa, quella di aumentare da 32 a 48 squadre le partecipanti ai Mondiali. Secondo me è una decisione ispirata al principio, oggi dominante, della quantità".

"Io invece - ha sostenuto Rummenigge - sono grande sostenitore della qualità, invece. Abbiamo attualmente un formato che credo vada bene a tutti: Ora viene cambiato perché c’era la richiesta dagli africani, dagli asiatici di farlo. Secondo me la Fifa dovrebbe occuparsi molto di più del calcio anziché di strategie di potere. Secondo la mia esperienza quando il prodotto va bene il resto, le finanze, il marketing, vengono automaticamente".

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