Belgio, la gestione di Lukaku ai Mondiali e il patto con l’Inter: c’è un piano per rilanciarlo

Il primo infortunio muscolare non si scorda mai. Lo sa bene Romelu Lukaku, che da tempo è alle prese col primo della sua carriera. Per ora la stagione con l’Inter è da dimenticare: appena 5 partite e 2 gol. Poi, il nulla. Infortuni, ricadute, problemi fisici e arrivederci a dopo la sosta. Sì, perché Romelu al Mondiale ci andrà. Ma non sarà subito a disposizione.

NIENTE RISCHI - Nelle ultime settimane ha lavorato in Belgio con il fisioterapista della nazionale Lieven Maesschalk, attento a ogni dettaglio sulla forma fisica dell’attaccante. Il diktat è chiaro: vietato prendere rischi, Lukaku scenderà in campo solo quando sarà in condizione. Non lo era oggi, nell’ultima amichevole pre Mondiale persa dal Belgio contro l’Egitto per la quale il ct Martinez non ha mai pensato di rischiare il giocatore dell’Inter. Tutto secondo la tabella di marcia, la sua esclusione era già programmata ed è stata confermata.

LA GESTIONE - Probabilmente salterà anche il debutto di De Bruyne e compagni previsto mercoledì 23 contro il Canada. Su questo Martinez è stato chiaro: “Dopo la fase a gironi inizia un nuovo Mondiale, e credo che Lukaku possa essere pronto per la seconda fase". Tradotto: difficilmente sarà in campo nelle altre due gare del girone contro Marocco e Croazia. La speranza è quella di non forzare ora per averlo in forma - in caso di qualificazione - dagli ottavi in poi.

IL PATTO - L’Inter osserva da lontano, in ansia per le condizioni di Lukaku. Lo staff medico della nazionale lo monitora costantemente, e anche la società nerazzurra è stata rassicurata sul fatto che non verranno presi rischi. Una sorta di patto tra club e nazionale, che potrebbe riconsegnare a Simone Inzaghi un Lukaku in forma dopo il rodaggio in Qatar. L’Inter lo aspetta, il Belgio lo monitora: per Romelu è iniziata la corsa contro il tempo.