Ben saldi in panchina, gli allenatori di serie A sono quelli che rischiano meno il posto. Solo 5 cambi quest’anno, il dato più basso in Europa

Fabrizio Arnhold
Claudio Ranieri è stato esonerato del Leicester (Photo by Alexandra Beier/Bongarts/Getty Images)

Altro che precari, gli allenatori del nostro campionato stanno scoprendo la tranquillità del “posto fisso”. Ci sono meno esoneri, i presidenti “mangia allenatori” stanno diventando una specie in via d’estinzione. La media nel 2006 era di 12 esoneri. L’anno scorso ci si è fermati a 17 e a questo punto della stagione, ossia dopo 29 giornate, eravamo già a quota 14. In questo campionato siamo fermi a quota 7. Un dato ancora più significativo se confrontato con quello che succede sulle panchine d’Europa. In Italia il dato degli esoneri è il più basso. Solo 5 squadre su 20 hanno cambiato la guida tecnica in serie A: Inter, Palermo, Udinese, Pescara, Genoa. In Germania, invece, ci sono stati i cambi maggiori: 8 club su 18. 

Julian Nagelsmann, 28 anni, è l’allenatore dell’Hoffenheim. In estate la stampa teutonica si era quasi presa gioco della scelta, manco fosse una trovata di marketing. Adesso è quarto in classifica. In Inghilterra, addio riconoscenza. Ranieri è stato licenziato, in totale sono cinque le società che hanno cambiato, come da noi. Adesso nessuno vorrà più in rosa Christian Benteke, attaccante belga che negli ultimi tre anni ha giocato in tre squadre con l’allenatore puntualmente cacciato: Aston Villa, Liverpool e Chrystal Palace.

Vincenzo Montella alla prima stagione sulla panchina del Milan (Getty)

In Spagna ha cambiato panchina praticamente un terzo della Liga, con sei esoneri. Si è chiusa, male, l’esperienza di Cesare Prandelli al Valencia. Ma è un caso perché gli allenatori nostrani sono i migliori del mondo. Pazienza se, secondo i calcoli degli addetti ai lavori, in Italia oggi lavori un solo allenatore professionista su cinque. Perché d’accordo il posto fisso, ma bisogna anche trovare un modo per far lavorare tutti. Renzo Ulivieri, presidente dell’associazione di categoria, sta pensando di esportare all’estero il modello Coverciano. Dietro pagamento e con il coinvolgimento di alcuni sponsor, tecnici italiani senza una squadra potrebbero trovare lavoro in Paesi calcisticamente in via di sviluppo. India, Cina o Canada: mercati del lavoro (del calcio) con interessanti possibilità di sviluppo. Esportare il talento tecnico italiano potrebbe essere la maniera perfetta per far incontrare domanda e offerta.

Usando Yahoo accetti che Yahoo e i suoi partners utilizzino cookies per fini di personalizzazione e altre finalità