Bergomi: "Inter vicina allo Scudetto, Conte è il valore aggiunto. Ecco cosa serve per poter puntare all'Europa"

Niccolò Mariotto
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Dalla possibilità di vincere lo Scudetto interrompendo il dominio della Juve in Italia fino ai possibili colpi di mercato in vista della prossima stagione, Beppe Bergomi ha parlato a tutto tondo della sua Inter ai microfoni de La Gazzetta dello Sport.

Beppe Bergomi | Enrico Locci/Getty Images
Beppe Bergomi | Enrico Locci/Getty Images

SCUDETTO - "L'ultima giornata ha cambiato le prospettive delle squadre che sono dietro all’Inter. Prendiamo il Milan: prima della Samp poteva pensare di metter pressione ai nerazzurri. Ora i rossoneri pensano solo alla Champions. Ecco perché abbiamo visto Antonio Conte sorridere dopo Bologna. Era felice perché ha raggiunto quello che per ogni allenatore è l’obiettivo massimo. Al di là del risultato, Conte ha infatti costruito un feeling totale con la squadra: è il vero valore aggiunto dell’Inter, ha coinvolto tutti nel suo progetto".

MERCATO - "Se vogliamo rinforzare la squadra per renderla competitiva ai massimi livelli anche in Europa credo siano tre i ruoli da ritoccare. O meglio ancora: forse è più giusto parlare di tipologie di giocatori da inserire. Il primo è un difensore veloce, poi un mancino a sinistra e infine un centrocampista con 6-8 gol nelle gambe. Un Matthäus, per capirci. Non è più il caso secondo me di pensare a Kanté, meglio uno come Goretzka".

FUTURO ROSEO - "L’asse portante dell'Inter è formato da giocatori giovani con un futuro davanti ed è fondamentale. Penso a Bastoni, a Barella che era già maturo quando lo conobbi ai tempi del Como, ci metto dentro anche de Vrij che è un ragazzo perbene: saranno loro a far capire ai giocatori di domani cosa è l’Inter. Ogni squadra ha il suo DNA: più stai dentro il club, più riesci a trasmettere i valori a chi entrerà nel gruppo".

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