Bernardeschi, ultima chance da terzino sinistro: o si prende la Juve o è addio. E Paratici con Raiola...

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Ultima fermata, terzino sinistro. Federico Bernardeschi è arrivato alla Juve infiammando la fantasia dei tifosi, che vedevano in lui il nuovo numero 10 bianconero: era il 2017, la stessa estate in realtà quella maglia venne consegnata a Paulo Dybala. E Bernardeschi cominciò un viaggio che lo ha visto partire forte, accelerare, poi rallentare fino a diventare anche a sorpresa una delusione piuttosto cocente. Ma non tutto è finito. Parallelamente ha pure viaggiato, fin troppo, all'interno del rettangolo di gioco: attaccante, ala, trequartista, mezzala, esterno a tutta fascia. Ora terzino. Ultima fermata del suo viaggio, spetta comunque a lui fare in modo che non sia il capolinea ma semplicemente una stazione da cui ripartire.

ULTIMA OCCASIONE – D'altronde Bernardeschi è in vendita. Lo sa anche lui, lo è da tempo. La scorsa estate la Juve lo avrebbe ceduto se fosse riuscita, salvo poi andare a sbattere contro tutti i rifiuti dello stesso giocatore, tra le altre ha detto no al Lione: voleva restare alla Juve per dimostrare in bianconero il proprio valore, non voleva soprattutto compiere passi indietro in termini di carriera. La questione si è rinnovata a gennaio, passi concreti dell'Hertha Berlino, sempre no di Bernardeschi. Nel frattempo un'altra stagione è scivolata via tra più ombre che luci. Ora però l'ultima occasione, il progetto di Pirlo iniziale era quello di testarlo da terzino sinistro, adesso i tempi sono maturi: se supera l'esame può restare e rinnovare, altrimenti dovrà accettare l'idea di dover cambiare squadra. Anche perché il contratto scadrà il 30 giugno 2022.

CON RAIOLA – Pure di lui allora avrà parlato Fabio Paratici con Mino Raiola negli scorsi giorni, a Milano si è tenuto un lungo incontro di mercato in cui si è parlato un po' di tutto. Di obiettivi nuovi e vecchi, anche dei giocatori attualmente in organico come De Ligt o lo stesso Bernardeschi. Che ora si gioca tutto, ancora una volta. Ma questa volta non ci sono più margini d'errore: o si prende la Juve una volta per tutte o dovrà lasciarla.