Biocarburante F1: si aprirà una nuova sfida sulle potenze

Jonathan Noble
motorsport.com

La F1 è in corsa per dare un contributo alla sostenibilità: per ridurre le emissioni era stato deciso che dal 2021 il carburante sarebbe stato cambiato introducendo un 10% di etanolo per avere una benzina sensibilmente più bio.

Anche se il Coronavirus ha imposto lo stop dei GP e il conseguente spostamento delle regole 2021 all’anno successivo, la ricerca dei petrolieri che forniscono il carburante ai team di F1 non si è fermata, anzi.

La Shell, che è partner della Ferrari, sta lavorando sul biocarburante: l’etanolo utilizzato in Formula Indy, ha una caratteristica refrigerante che potrebbe aprire alcune interessanti linee di sviluppo nella F1 del futuro.

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Benoit Poulet, responsabile Shell dello sviluppo in F1, ha detto a Motorsport.com: "E’ molto interessante perché con l’etanolo l’impatto sulle prestazioni della monoposto è paragonabile a quando si spalma un gel a base di etanolo sulle dita: si sente l'effetto di raffreddamento che si ottiene. La stessa cosa accadrà al motore”.

"L’etanolo sarà in grado di raffreddare alcune parti della power unit e questo aspetto potrebbe essere molto utile. Ci stiamo lavorando sodo”.

"Le proprietà di questo carburante sono piuttosto interessanti nella combustione e penso che possiamo ottenere dei risultati interessanti. Al momento abbiamo scoperto che il raffreddamento in camera che produce è positivo per il motore".

L'etanolo è un alcol che a temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore dall'odore caratteristico e pungente. È tendenzialmente volatile ed estremamente infiammabile. La fiamma che produce durante la combustione è di colore blu tenue, e quindi alla luce non è facilmente distinguibile.

Ma il vantaggio è che può raffreddare la carica in entrata in camera di combustione per garantire un effetto anti detonante. Si otterrebbero quasi gli stessi risultati raggiunti con gli oli additivi aggiunti negli ultimi anni alla benzina. Una miscela di aspirazione più fredda significherebbe automaticamente più potenza del motore.

I motoristi potrebbero seguire due linee di sviluppo interessanti: cercare più cavalli tout court oppure puntare su un motore che può funzionare senza problemi di affidabilità con un impianto di raffreddamento più piccolo a tutto vantaggio dell’aerodinamica della monoposto.

Benoit ha ammesso che la Shell sta lavorato al nuovo biocarburante da quando sono state emanate le normative FIA l'anno scorso.

"È una grande sfida, ma saremo davvero felici di passare al carburante E10, e ad essere sinceri, saremmo felici di averne una percentuale maggiore del 10%. Abbiamo tecnici che lavorano a questo progetto e persone che hanno molta familiarità con l’etanolo che ha alcune proprietà diverse rispetto agli altri idrocarburi”.

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